Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca Centro storico / Piazza del Plebiscito

Spaccio di eroina in pieno centro, sgominata gang che sputava "palline" di droga

Per anni la gang straniera si è arricchita spacciando in pieno centro storico: piazza Roma, piazza del Papa, piazza della Repubblica. Persino dentro il portone della chiesa di San Domenico, sempre nascondendo l'eroina in bocca o nelle parti intime

l pusher sputa l'eroina in piazza del Papa

La droga arrivava da grossi capoluoghi d’Italia per finire in due piazze: Sanremo, ma soprattutto Ancona. Nel capoluogo dorico il gruppo aveva ormai formato un giro di smercio di eroina imponente. Al punto da potersi permettere di vendere alla luce del giorno in luoghi come piazza Roma, piazza del Papa, piazza della Repubblica e corso Garibaldi. Il metodo era sempre lo stesso. Nascondevano la polvere bianca in palline di cellophane termosaldate e le trasportavano quasi sempre in bocca. Ma gli investigatori hanno anche potuto appurare come alcune partite di droga fossero nascoste nelle pareti rettali e, in caso di pusher donne, anche all’interno delle parti intime. Si arrivava a fare di tutto dunque pur di proteggere quella che in gergo, al telefono, gli spacciatori chiamavano “bella ragazza”, indicando così eroina di primissima qualità. Tanto da riuscire a venderla a 25 euro a pallina (0,25 grammi). In totale 100 euro al grammo. Un sodalizio gestito quasi interamente da Nordafricani e con contatti nei canali del traffico di droga di mezza Italia per un giro d’affari da circa 100mila euro al mese

GLI ARRESTATI. Alla fine sono stati i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Ancona a dare l’ultima spallata alla gang. Il blitz è scattato prima ancora dell’alba di questa mattina quando i Carabinieri hanno portato a termine 9 arresti in carcere, richiesti dal pm Irene Bilotta a firmati dal Gip di Ancona. Di questi, 8 sono andati a buon fine: si tratta di M. B., 22enne kossovaro che aveva soprattutto l’incarico della vendita al dettaglio), I. H., 38enne tunisino detto “Zaafuri”, K. K., 31enne tunisino, detto “Megalo”, J. S., 21enne tunisino, detto “Rami”, Z. R., 35enne tunisino detto “Driss” e il fratello A. R. che operava a Sanremo. Rapporto di fratellanza che, secondo le indagini, è l’unico elemento che collegava la città ligure al capoluogo dorico, W. M, 32enne tunisino arrestato a Città di Castello (Perugia) e H. S., detto “Hamouda”, 32enne tunisino arrestato a Rho (Milano). All’appello manca un nigeriano operativo su Catanzaro. Mentre il capo della banda anconetana, S. R. 26enne tunisino, detto “Ciccio”, era stato già arrestato, processato e condannato a 5 anni e 8 mesi per spaccio.

SPACCIO AD ANCONA. E per quanto i pusher potessero modificare le loro abitudini, alla fine i Carabinieri hanno raccolto molto materiale probatorio. Si è così scoperto come il gruppo di africani spacciasse giornalmente in pieno centro storico, adottando sempre il metodo dello “sputapalline”. Cioè mettevano in bocca o in altre parti intime, la sostanza e, mano a mano che incontravano i clienti, le sputavano per poi prendere i soldi. I pusher arrivavano in bicicletta o a piedi. In alcuni casi si facevano caricare in macchina dal cliente, giravano per un po’, concludendo l’affare in auto e poi si facevano riaccompagnare al solito posto. Nessun luogo particolarmente appartato. Niente angoli bui o appuntamenti notturni. Per anni la gang straniera si è arricchita spacciando in pieno centro storico. Sotto gli occhi degli anconetani, dei commercianti, dei turisti, persino dentro il portone della chiesa di San Domenico e sulle scale del teatro le Muse (GUARDA IL VIDEO). Il tutto sfruttando una clientela che non aveva età. Dal giovane studente. Fino agli anziani, come hanno testimoniato alcunei filmati girati dagli investigatori, che in piazza del Papa hanno ripreso un ultra60enne acquistare la pallina di eroina e raccoglierla dopo che gli era cascata diverse volte a terra. Immagini choc, che alla fine sono andate a formare il materiale per quella che è stata definita l’operazione “Terra Bruciata”, iniziata a marzo del 2014 e presentata stamattina (4 febbraio) in una conferenza stampa alla caserma del Comando Provinciale dei Carabinieri di Ancona dal Comandante del Provinciale Stefano Caporossi e il comandante del Ros Americo Di Pirro. In totale, a livello nazionale, si contano: 18 persone arrestate, di cui 13 ad Ancona e 5 a Sanremo, 3 chili di eroina sequestrata e contante sequestrato per una somma pari a circa 15mila euro. 

LE INDAGINI. Nonostante gli investigatori fossero già riusciti a far saltare la testa dell’organizzazione anconetana più di un anno fa, la gang non si è mai fermata. Le indagini hanno accertato come la droga venisse acquistata in diverse regioni italiane. Inizialmente lo stupefacente arrivava ad Ancona attraverso viaggi in autobus, poi il trasporto si è spostato su rotaia. Dal canto loro i Carabinieri di Ancona si erano accorti che il fiume di droga in arrivo nelle Marche e ad Ancona si stava ingrossando. Ed è così che, dopo i primi arresti, attraverso indagini serrate, pedinamenti, microcamere spia e intercettazioni telefoniche, hanno capito di aver a che fare con un giro di livello nazionale. E se gli spacciatori si erano rivelati scaltri nell’adottare precauzioni come quella di cambiare spesso numero di telefono, i militari ormai avevano la mappa del loro giro di spaccio.

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