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Piscina Ponterosso

Piscina Ponterosso

Via Ruggeri, colpisce ancora la banda del buco: furto alla piscina Ponterosso

Furto alla piscina comunale di Ponterosso nella notte tra giovedì 5 e venerdì 6 febbraio. I ladri avrebbero agito con lo stesso modus operandi del colpo messo a segno alla palestra Eschilo

La banda dei buchi nelle palestre colpisce ancora. Questa volta a farne le spese è stata la piscina comunale di Ponterosso, in via Ruggeri. I ladri sono entrati nella notte tra giovedì e venerdì. Anche in questo caso hanno sfondato, presumibilmente con una grossa mazza, 4 muri di mattoni e cemento. Un disastro molto simile al colpo messo a segno la settimana scorsa alla palestra Eschilo di Puntelungo. E se già in quella occasione il bottino era stato relativamente magro rispetto allo sforzo compiuto, questa volta lo è stato ancora di più. I ladri hanno saccheggiato due distributori automatici, il negozietto di abbigliamento da nuoto e appena 50 euro di fondo cassa.

“A noi vengono a farci visita con una certa regolarità per derubare i distributori automatici e di solito passano da una finestra – ha detto l’amministratore della piscina Igor Pace – Dopo aver messo un allarme i furti erano diminuiti. Per questo la modalità di questa volta ci ha sorpreso. Da noi c’è poco da prendere e mi pare che abbiano improvvisato. Comunque nel pomeriggio abbiamo riaperto regolarmente la struttura perché ci sono già gli operai all’opera per coprire i buchi nei muri. Il piano vasca non è stato toccato anche perché la piscina era coperta ”.

E’ successo nella notte tra giovedì 5 e venerdì 6 febbraio. Ad accorgersi di quanto accaduto sono stati quelli delle pulizie, arrivati all'apertura delle 5 del mattino. Un disastro. I ladri sarebbero entrati sfondando il muro dall’esterno che dà nello spogliatoio degli uomini. Da lì hanno hanno distrutto un altro muro per arrivare al corridoio del piano vasca. Si sarebbero diretti verso gli uffici costeggiando la parete (altrimenti sarebbe suonato l’allarme). Lì hanno distrutto il terzo muro, quello dell’ufficio. Infine un altra parete per arrivare al negozio sportivo, dove hanno disattivato e rovinato la centralina elettrica a cui era collegato l’allarme. 

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