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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Il capanno dell'eroina era alimentato da un allaccio abusivo di corrente

Nei guai uomo che si sarebbe attaccato al contatore di una azienda rifornendosi di energia a scrocco

ANCONA - Cercavano droga e l’avevano anche trovata, in più avevano scoperto che il capannone dove lo spacciatore si nascondeva era alimentato da un allaccio abusivo di corrente. Per l’uomo, 30enne al momento del blitz dei carabinieri, era scattato l’arresto. Per il contatore non regolare è finito a processo per furto aggravato. I fatti risalgono a gennaio del 2014. 

Durante la perquisizione fatta dai militari della Tenenza di Falconara erano stati trovati 6 grammi di eroina divisa in 16 dosi. Erano dentro un capanno in disuso al porto turistico di Marina Dorica. Da Falconara avevano seguito il sospettato, oggi 39enne, già gravato da precedenti e ad oggi in carcere per altri fatti. Secondo l'accusa lui avrebbe fatto la spola da Falconara ad Ancona per prendere la droga e poi spacciarla. Facendo accertamenti i carabinieri aveva realizzato che il capannone dove lui si rifugiava aveva un allaccio abusivo di corrente che prendeva da una azienda vicina. Così per il tunisino è partita anche la denuncia per furto aggravato. Ieri in tribunale, davanti al giudice Pietro Renna ha testimoniato un militare che aveva trovato l'allaccio abusivo. In caserma si era presentato il titolare dell'azienda che aveva fatto anche denuncia. Fino al blitz dei carabinieri non si era accorto del furto. L'imputato è difeso dall'avvocato Davide Toccaceli. Prossima udienza il 29 settembre.

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