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La conferenza stampa

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Furto alla chiesa di Torrette, ladri traditi dall'impronta: denunciati due giovani

E le indagini proseguono perché, secondo fonti investigative, oltre ai due denunciati sarebbe coinvolto anche un terzo ragazzo. Per la Polizia sarebbe stato quest'ultimo complice ad aver accompagnato il recanatese a Fano per piazzare la merce rubata

Furto alla Chiesa Santissima Madre di Dio di via Metauro. La Polizia ha identificato e denunciato i due ladri che martedì pomeriggio hanno spaccato la vetrata del quadro della Madonna col Bambin Gesù, per portare via le due corone d’oro che rivestivano il capo delle due figure sacre. In meno di 24 ore gli investigatori sono arrivati ai due responsabili: G. M., 19 anni di Caserta e S. G., 34 anni di Recanati. Entrambi pluripregiudicati, per il primo è scattata la denuncia per furto aggravato mentre per il secondo c’è anche la ricettazione. Sì, perché sarebbe stato il 34enne a partire subito per Fano, città fuori mano, per cercare di piazzare in un Compro Oro le due corone. E c’era anche riuscito, guadagnando qualche migliaio di euro e facendo la fortuna del commerciante, che avrà fiutato l’affare quando ha scoperto che quel manufatto d’oro e tempestato di pietre preziose valeva almeno 40mila euro. E le indagini proseguono perché secondo fonti investigative sarebbe coinvolto anche un terzo giovane, che avrebbe accompagnato il recanatese a Fano per piazzare la merce rubata.

Ma sono arrivati prima gli agenti della Squadra Mobile, guidati dal vice capo Carlo Pinto. Sono stati loro a dare un volto ai due ladri, per poi ricostruire le loro ultime ore, arrivando così alla cittadina pesarese. Gli agenti del reparto investigativo sono partiti da un dato: un’impronta. Infatti la svolta è arrivata grazie agli uomini del reparto di Polizia Scientifica che avevano trovato un’impronta palmata sulla cornice di metallo che riveste il quadro. Un controllo incrociato nel database ed ecco il primo nome e cognome. Il resto è stata la più classica delle opere di investigazione. Ma il reparto scientifico, guidato dal funzionario Massimiliano Olivieri, non sarebbe mai intervenuto senza l’intuito di un agente delle Volanti, dirette dal vice questore Cinzia Nicolini. E’ stato il poliziotti di strada dopo il primissimo sopralluogo ad avere un’intuizione: per rompere il vetro antisfondamento della reliquia i ladri avrebbero dovuto per forza aggrapparsi alla cornice di Refurtiva Corona chiesa Torrette-2metallo del dipinto, se fossero stati poco accorti, si sarebbero traditi lasciando tracce. E così è stato.

E’ stato dunque a seguito di un raro lavoro di collaborazione tra i reparti Volanti, Mobile e Scientifica che il parroco di Torrette è potuto tornare in possesso della reliquia tanto cara alla comunità di fedeli. Al punto che anche il Questore Oreste Capocasa ha ricevuto la chiamata del cardinal vescovo Edoardo Menichelli, che ha ringraziato le Forze dell’Ordine per l'impegno e la celerità delle operazioni. 

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