Calci, pugni e un colpo di cacciavite: «Ho sorpreso i ladri, mi hanno aggredito in tre»

Il racconto della vittima che ha sorpreso i ladri in casa

L'uomo aggredito dai ladri

Venerdì sera non lavorava perché era in malattia e alle 19:30 per il 36enne (ha chiesto di poter restare in anonimato) è iniziata la serata da incubo. I tre ladri che lui stesso ha sorpreso mentre rovistavano in camera da letto lo hanno aggredito a calci e pugni, uno di loro lo ha perfino colpito con un oggetto appuntito, verosimilmente un cacciavite. Come se non bastasse, con in tasca il bottino di due anelli, i malviventi hanno ferito Luna, il meticcio che aveva iniziato ad abbaiare. Alla fine se ne sono andati  scappando dalla finestra dove erano entrati e sono spariti nell’oscurità del parco alle spalle del fabbricato. 

La colluttazione

Tutto è cominciato quando l’uomo, che si trovava in taverna, ha sentito abbaiare il cane al piano superiore. Luna è scesa da lui con una ferita sul muso e a quel punto era evidente che qualcosa non quadrava. Il 36enne ha percorso la rampa di scale, è entrato in casa e si è trovato difronte ai malviventi che rovistavano nella camera dei genitori. Le luci del corridoio erano accese, la stanza però era illuminata dalle torce dei ladri che stavano cercando il bottino a volto scoperto: «Non ho avuto paura e ho gridato loro di andare via- ha detto il 36enne- hanno risposto qualcosa in italiano ma non ho capito cosa, perché l’accento era particolare». A quel punto, in corridoio, è iniziata la colluttazione che è poi proseguita in una piccola camera da disbrigo: «Inizialmente mi hanno aggredito in due a calci e pugni, poi è arrivato anche il terzo». Secondo il racconto del 36enne, i ladri hanno continuato l’aggressione quando lui era già scivolato a terra. Durante la colluttazione uno dei tre lo ha colpito con un oggetto appuntito che è costato al malcapitato ben 4 punti di sutura. «Poi se ne sono andati passando per dove erano venuti». Alle 21,30 anche la madre del 36enne era tornata dal lavoro: «Mi ha avvisata mio cognato non mi avevano detto nulla mentre guidavo per non farmi preoccupare». E’ proprio mamma Viviana a indicare i danni causati dai ladri e dai quali si può ricostruire il percorso: i malviventi sono entrati danneggiando la finestra di una prima cameretta e lì hanno prelevato i due anelli. Uno di questi era particolarmente caro a Viviana perché era un ricordo del marito. La bigiotteria rifiutata era sparsa sul letto e i cassetti tutti aperti. Dopo aver forzato la porta della stanza, chiusa dall'esterno, gli intrusi hanno proseguito il blitz nella camera camera da letto di Viviana dove sono stati sorpresi dal figlio. La colluttazione, iniziata nello stretto corridoio che collega le camere alla zona giorno, è terminata in una terza stanza dove l’uomo è stato colpito con il pezzo di ferro.

finestra danneggiata dai ladri in via Tiraboschi-3

Il furto al piano superiore

Poco prima gli stessi ladri avevano colpito anche nell’appartamento al piano superiore. I proprietari non c’erano e il figlio 20enne era uscito alle 18 per ritornare alle 19,30: «Sono entrati dal terrazzo» (che guarda su via Tiraboschi, ndr) racconta il 20enne mostrando i danni alla finestra uguali a quelli dell’appartamento al piano inferiore: «C’erano già i carabinieri, in casa era tutto sottosopra e i quadri erano a terra perché forse i ladri cercavano una eventuale cassaforte». Tra i quadri danneggiati c'è anche quello che raffigura i genitori nel giorno delle nozze. In questo caso il bottino ammonta a poca bigiotteria: «In cameretta poi ho trovato la finestra aperta e la scrivania spostata» conclude il giovane. Quella è stata quasi certamente la via d’uscita dei ladri per poi entrare nella casa al piano di sotto. 

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