Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Anziano porta i fiori sulla tomba della moglie e viene derubato, condannate due ladre

Vittima un 81enne. Aveva lasciato il borsello in auto con dentro 600 euro. Doveva regalare il denaro alle nipoti

ANCONA - Aveva messo il borsello sotto il sedile della sua auto poi era sceso per portare i fiori sulla tomba della moglie morta da appena un mese. Tornando alla vettura, lasciata al parcheggio del cimitero di Tavernelle, un 81enne anconetano aveva trovato il vetro della portiera destra rotto e il borsello era sparito. Dentro c’erano il bancomat e 600 euro, soldi che doveva dare in regalo alle nipoti. Per quel furto, avvenuto il 14 marzo del 2019, sono finite a processo due donne, di 30 e 48 anni, di origine rom e residenti a Jesi. Ieri la giudice Francesca Grassi le ha condannate: la 48enne a tre anni per furto aggravato e la 30enne ad un anno per indebito utilizzo di carta di credito. Entrambe avevano le stesse accuse. La vicenda del furto, che l’anziano aveva poi denunciato alla polizia, è stata ripercorsa ieri in aula con la testimonianza di un agente della squadra mobile che ha fatto le indagini e con quella di un collega della polizia Scientifica che si è occupato dei riscontri fotografici.

A dare una mano alle indagini è stato il video della banca dove una delle due presunte ladre era andata poco dopo il furto per fare un prelievo con la carta rubata, e l’intuito del direttore della filiale che aveva visto la donna allo sportello bancomat, con un cappuccio in testa e dei foglietti in mano in cerca del pin da digitare. L’aveva fotografata quando si era allontanata a bordo di una Fiat 600. Il prelievo, ad una filiale della Baraccola, non era andato a buon fine. Sempre una Fiat 600 era stata vista dall’anziano al parcheggio del cimitero, con una donna, poco dopo aver scoperto il furto. Dopo due settimane la polizia aveva intercettato sempre in zona cimitero la vettura sospetta ed era stata fermata per un controllo. C’erano le due donne imputate. Un riscontro fotografico fatto fare al derubato è uno fatto grazie alle foto e al video in banca hanno coinciso con le due donne, difese dagli avvocati Chiara Carioli e Davide Gatti. Per i legali però le prove non erano sufficienti ad incolpare le proprie assistite che hanno sempre negato il fatto. L’auto incriminata non era nemmeno intestata a loro. Faranno appello.

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