Cronaca Frazione Sappanico

Vanno a caccia e trovano la refurtiva: «Ci accusano, ma controlliamo il territorio»

Padre e figlio hanno trovato la borsa sospetta durante una seduta di caccia

Foto di repertorio

ANCONA - Una battuta di caccia in un sabato come tanti, una borsa lasciata incustodita in un campo con un orologio, bracciali e vecchie monete abbandonate. L’hanno trovata una decina di giorni fa due cacciatori del posto, padre e figlio, in un terreno tra Candia e Sappanico. 

A far pensare i cacciatori che quegli oggetti potessero essere il provento di un furto sono state due circostanze particolari: la vicinanza all’autostrada e la coincidenza temporale con le razzie che proprio in quei giorni si registravano in zona. E’ stato il più giovane dei cacciatori ad accorgersi della borsa. L’ha notata quando era a oltre 200 metri di distanza dal padre. Non l’ha aperta, ha visto soltanto che intorno c’erano delle vecchie lire, dei braccialetti e un orologio. I cacciatori hanno subito chiamato le forze dell’ordine, sul posto è arrivata anche la polizia scientifica e gli oggetti sono finiti al vaglio degli investigatori. «Spesso noi cacciatori siamo additati come maleducati, ci accusano di invadere terreni anche se non recintati o di stare vicino alle abitazioni seppure a distanza di sicurezza – commenta il presidente di Federcaccia Ancona, Andrea Spinelli- è vero che le mele marce ci sono, ma quello che è successo dimostra che facciamo anche un controllo del territorio. Altri avrebbero potuto aprire quella borsa, invece è stata consegnata alle forze dell’ordine, inoltre segnaliamo sempre tutto quello che troviamo come i fossi interrotti dai rami. Adesso stiamo organizzando anche la pulizia di un terreno da copertoni abbandonati». 
 

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