Furti nelle aziende della provincia, il basista risiedeva a Loreto: arrestate 8 persone

A casa del presunto basista i Carabinieri hanno trovato un'agenda in cui venivano indicate le specialità delle aziende a seconda del territorio, luoghi da colpire secondo gli inquirenti

A destra il capitano Raffaele Conforti durante la conferenza stampa

Individuavano l’azienda da colpire, studiavano il periodo e il modo migliore per entrare con tutta calma di notte e colpivano, tutti insieme, a bordo di una macchina che faceva da staffetta ad un tir, nel quale caricavano la merce. Per mesi avrebbero colpito in primis la Valmusone, la Vallesina e la provincia di Ancona, poi il maceratese, mentre si preparavano a spostarsi su Fermo e Montegranaro. Ma prima che potessero solo pensare dove colpire al sud delle Marche, è scattato il blitz dei Carabinieri di Osimo, guidati dal capitano Raffaele Conforti che, insieme al NORM (Nucleo Operativo Radiomobile) diretto dal Luogotenente Luciano Almiento, hanno arrestato 8 persone: sono Giuseppe Console, 61 anni residente a Loreto, per gli investigatori era lui il basista e la mente della gang, Antonio Di Canio, operaio di 45 anni, Gaetano Di Canio, bracciante agricolo di 47 anni, Michele Di Canio, bracciante agricolo di 41 anni, Michele Di Canio, inoccupato di 22 anni, Giorgio La Gatta, inoccupato di 31 anni, Pasquale Sarrocco, camionista di 25 anni e Arcangelo Michele Soccio, disoccupato di 39 anni. Tutti della provincia di Foggia, a riprova di come le ondate di furti nella provincia siano spesso frutto del così detto pendolarismo criminale e utti accusati di furto aggravato, riciclaggio e, in un caso, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. A loro venogno addebitati con certezza alcuni furti a Jesi, Osimo Stazione e 4 furti di stufe a pellet in zona Treia, Sarnano, Castignano e Ripatranzone.

INDAGINE E ARRESTO. Da tempo arrivavano segnalazioni e denunce di furti nella zona tra Osimo e Jesi. Le forze di polizia sapevano che sul territorio erano operativi dei ladri. A mettere i Carabinieri sulla pista giusta è stata un’auto con targa romena che la scorsa estate non si era fermata all’Alt dei militari, impegnanti in un posto di blocco a seguito di alcuni furti di rame avvenuti in località San Biagio di Osimo e Osimo Stazione. I sospetti erano riusciti a fuggire, lasciando dei documenti in macchina. Era l’inizio di una caccia all’uomo che sarebbe durata 4 mesi, fatta di indagini serrate. Visione di ore e ore di immagini delle videocamere installate lungo gli snodi di autostrade e strade statali, intercettazioni telefoniche e pedinamenti, prendendo in considerazione soprattutto le zone industriali vicino ai caselli A/14 della riviera marchigiana. Il motivo? I furti più importanti avvenivano sempre da quelle parti. Alla fine tutti i sospetti sono ricaduti su due mezzi: un Tir e un’auto, collegate a uomini della provincia di Foggia con precedenti di polizia e, guarda caso, in costante contatto con un loro compaesano trapiantato a Loreto da anni: Giuseppe Console appunto, considerato la mente della banda. Tenuto d’occhio da tempo, i militari lo hanno seguito anche mercoledì sera, fino alle ore 22.30, quando il 61enne è arrivato al casello A/14 Ancona Nord. Chi stava aspettando? La risposta sarebbe arrivata due ore e mezzo dopo. Era circa l'1 del mattino quando, all’uscita autostradale di Osimo, una motrice marca Scania di colore rosso, pedinata a distanza, arrivava in un deposito di gomme a Jesi. Stava andando a recuperare il resto della banda che, poche ore prima, aveva iniziato a caricare il container del mezzo pesante di pneumatici per un valore di 250mila euro. Intorno alle 2 la motrice è uscita dal deposito col rimorchio, preceduta da un’altra auto staffetta. A bordo alcuni della banda mentre altri 6, quelli che avevano fatto il carico, sono andanti in un parcheggio lì vicino a recuperare le loro auto. In quel preciso momento è scattato il blitz. In tutto 3 i gruppi di militari lanciati sui presunti malviventi: uno ad Ancona nord dove c'era il capo banda, uno per fermare i 6 che stavano andando via con le auto private, dove si sarebbe anche consumata una colluttazione a seguito della resistenza di uno degli arrestati. L'ultimo all'inseguimento del tir e dell'auto staffetta lungo la A14, dove i militari hanno costretto i mezzi a fermare la loro corsa. Momenti di tensione quando l’autista del mezzo pesante si è lanciato nelle carreggiate ad alta velocità per fuggire. Ci è riuscito, dileguandosi nelle campagne.

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L’AGENDA. Ora le indagini proseguono per individuare i ricettatori e soprattutto addebitare al sodalizio la responsabilità dei grossi furti commessi in Provincia di Ancona e non solo anche perché a casa del presunto basista è stata trovata un’agenda in cui venivano indicate le specialità delle aziende a seconda del territorio. Per Osimo il rame ed i pannelli fotovoltaici, per Filottrano e Civitanova era indicato l’abbigliamento, per Porto Sant’Elpidio ed agro Fermano le scarpe con tanto di marchio, per i comuni dell’ascolano il pesce. 

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