Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

In casa nascondono 20mila euro di merce rubata, c'è anche lo zaino di una bimba

I ladri sono stati traditi dall'accensione di un iPad rubato. Uno di loro è stato fermato e si trova in carcere, gli altri tre sono stati denunciati per ricettazione

Quando sabato scorso gli agenti di Polizia hanno fatto scattare il blitz nell’appartamento di via Torresi, loro erano tutti e quattro ubriachi. Una stanza era piena di abiti, televisori, strumenti tecnologici, cellulari e iPad. L’accumulo era talmente grande che alcuni oggetti erano appoggiati anche dietro le porte e sparsi nel salotto. Semplice disordine? No, era tutta refurtiva e il bottino comprendeva lo zainetto di una bambina che frequenta la prima elementare. Nell’appartamento dove la piccola vive con i genitori, in via Persiani, i ladri hanno portato via il suo giubbotto e il suo tablet, oltre ad alcuni cellulari e due televisori. Un 46enne tunisino, non in regola sul territorio, è stato fermato per ricettazione. Si trova in carcere mentre gli altri connazionali di 31, 37 e 39 anni, sono stati denunciati per ricettazione. Tra questi c’è anche l’intestatario del contratto di affitto, che risponderà anche dell’accusa di favoreggiamento. 

Traditi dall’accensione dell’iPad

La provenienza del resto della refurtiva deve ancora essere accertata. Oltre ai vestiti e al materiale tecnologico c’è anche un forno a microonde e una console per videogiochi. Solo il valore degli abiti firmati ammonta a circa 20 mila euro. Un iPad è stato rubato in un furgone di Chiaravalle il 6 marzo e quattro giorni dopo è stato riacceso dagli stessi malviventi, tradendoli. Il proprietario, dopo aver denunciato il furto, ha saputo che l’apparecchio era stato riattivato grazie alla notifica di un’applicazione. Gli agenti, coordinati dal vice questore Cinzia Nicolini, hanno identificato l’abitazione dove era custodito e dentro hanno trovato anche ben altro. Tra la refurtiva c’era lo zainetto rosa con disegnati i personaggi de “La bella e la bestia”. Era stato trafugato la sera dell’8 marzo dall’appartamento di via Giuseppe Persiani, zona Piano e anche se privo di un grosso valore economico i ladri potrebbero averlo usato per trasportare il resto della refurtiva. 

“Non mi importa del resto, rivoglio il mio zaino”

Tra i poliziotti si sono recati in via Persiani per raccogliere informazioni sul furto c’era anche il sovrintendente Riccardo Montesi: “La bambina è passata davanti ai suoi genitori e ha detto che rivoleva assolutamente il suo zainetto”. Lo riavrà e forse direttamente dalle mani del questore Oreste Capocasa: “Vorrei riconsegnarglielo io personalmente” ha detto il massimo dirigente della polizia. 
 

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