L'ULTIMA SCALATA DELL'AQUILA

«Aveva un animo da campione. L'anno scorso fece vincere Nibali sul Colle dell'Agnello e all'arrivo era più felice di lui. Questo era Michele Scarponi» ha detto Marino Bartoletti

Il feretro di Michele Scarponi

L'Aquila vola alta sopra una Filottrano in lacrime che oggi ha dato l'ultimo saluto al suo campione. Si sono svolti al campo sportivo cittadino i funerali di Michele Scarponi, morto tragicamente sabato mattina durante uno dei suoi allenamenti. Migliaia le persone arrivate per celebrare l'Aquila di Filottrano, che fin dalle prime ore della mattina hanno riempito il campo sportivo San Giobbe della città. In mezzo al rettangolo verde è stato allestito l'altare, dove il Cardinale Edoardo Menichelli ha celebrato il rito funebre. Ai lati la famiglia, con la moglie Anna e i due "scarponcini", i gemellini di Michele. Di fronte invece i suoi colleghi, Sagan, Nibali, Bettini, Simoni. Ed Aru, dal quale Scarponi aveva preso i gradi da capitano per il prossimo Giro d'Italia. 

Il feretro è arrivato poco dopo l'una, trasportato dai suoi compagni dell'Astana ed accolto da due ali di folla. La bara è stata poi portata al centro del campo, dove è stato allestito l'altare. Ad aspettarlo il Cardinal Menichelli che ha celebrato il rito funebre parlando alla famiglia di Michele, puntualizzando subito che il campione sarà sempre nelle loro vite. Toccante il ricordo di Davide Cassani, attuale ct della nazionale italiana, che ha raccontato la carriera di Michele, dal suo debutto tra i dilettanti, fino alla sua ultima vittoria, quella di pochi giorni fa al Tour of the Alps. In mezzo tanti altri successi, come quello alla Tirreno Adriatica ed al Giro d'Italia del 2011 che «Michele non sentiva suo, perchè non aveva potuto festeggiarlo». Concluso il suo intervento, Cassani ha posto sopra il feretro la maglia della nazionale perche «Michele era uno di noi, Michele era il nostro capitano». Poi ha parlato il fratello Marco, che ha letto un suo vecchio articolo in cui raccontava la vita del Michele ciclista, «sempre solo, accompagnato soltanto dalla fatica, dalla neve, dal vento e dalla pioggia». Sullo sfondo gli applausi scroscianti ed infiniti di chi a fatica prova a capacitarsi della scomparsa di uno così, di Michele, semplice, sempre sorridente e amato da tutti, soprattutto dalla sua città dove tornava sempre per allenarsi e dove vedeva il suo futuro dopo il ciclismo. Già, perché aveva in programma di aprire un negozio di bici proprio a Filottrano e godersi la famiglia. Il sindaco Lauretta Giulioni ha ricordato cosa rappresentasse Scarponi per la città: «Il simbolo di Filottrano nel mondo». I volti dei suoi compagni di squadra sono segnati dalla fatica perchè questa sarà la tappa più difficile da superare.

Ma chi era Michele Scarponi? A dirlo Marino Bartoletti, che per tanti anni ha accompagnato il ciclista durante le sue imprese. «Michele era un campione senza tempo, un uomo che a questo sport ha dato allegria, simpatia, sorrisi e passione. Aveva un animo da campione nonostante fosse stato per tanti anni un gregario. L'anno scorso fece vincere Nibali sul Colle dell'Agnello. All'arrivo era più felice di lui. Questo era Michele Scarponi».

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