L'ultimo abbraccio, addio al giornalista Franco Grasso

Sul pulpito della chiesa è salito il compagno di Franco Grasso, Carmine, che ha preso una lettera col suo ultimo ricordo per l'amato e l'ha consegnata ai giornalisti di E'Tv Marche perché la leggessero

I giornalisti di E'Tv Marche si abbracciano ai funerali di Franco Grasso

Ancona dà l’ultimo abbraccio a Franco Grasso, il giornalista di 57 anni e padre di E’Tv Marche, morto dopo una lunga malattia venerdì scorso, nella "Giornata Mondiale del Sorriso". Lo stesso amabile sorriso che aveva nella foto appoggiata sulla bara di legno scuro contornata di fiori. In quell’immagine Franco tende il braccio col pollice in su. Come a dire va tutto bene. A ricordarci come sia importante prendere del buono in ogni giornata della propria vita. La pensava così lui, che del sorriso aveva fatto il suo biglietto da visita. 

E oggi erano centinaia le persone presenti ai suoi funerali, celebrati alle 15 alla chiesa dei Salesiani. Pubbliche autorità, colleghi e tantissimi telespettatori affezionati. In prima fila c’erano i suoi familiari. E l’altra famiglia, quella di E’Tv Marche, stretta sul pulpito intorno alla persona che Franco ha amato negli ultimi 10 anni: il suo compagno Carmine. Sono state proprio le sue parole a commuovere la chiesa con una lettera, consegnata ai presenti attraverso la voce della giornalista Linda Cittadini: «Ad ognuno la vita fa un regalo di quelli belli. Franco è stato il mio regalo, si è preso cura di me, mi ha reso grande, ha permesso di realizzare i miei sogni e farmi diventare un uomo. Ogni giorno mi ricorda di indossare un sorriso migliore perché con un sorriso si vince sempre. Eri sempre presente e ora hai lasciato un immenso vuoto intorno a me. Se mi permetti vorrei suggerirti qualcosa. Penso sia utile parlare di amore. Odiarsi, litigare non serve a nulla, la vita a volte fa brutte sorprese. Per questo bisogna amarsi ogni giorno, ogni momento. Bisogna cogliere l’attimo per dare amore a chi si ha vicino». 

I RICORDI. Uno dei primi a ricordare Grasso è stato don Dino Ramaccioni: «Sono stato a trovare Franco pochi giorni fa, quando mi ha detto che era curioso di vedere cosa ci sarebbe stato dall’altra parte. Franco ha predicato il Vangelo, ha usato le parole e le ha usate bene e allora diciamo grazie per questa testimonianza». E chissà che don Dino non si riferisse anche al testamento morale di Grasso che, in un video in circolazione sui social, ci ha insegnato: «Non siate mai aridi nell’avere la voglia di scoprire sempre cose nuove tutti i giorni». E’ stato proprio don Dino a celebrare il rito funebre. Lo stesso parroco che in passato aveva ispirato il giornalista nella sua attività di volontariato e impegno umanitario. Nacque così l’associazione “Il Sorriso di Daniela”, grazie alla quale è stato possibile costruire un ospedale in Uganda. Proprio lì dove è affissa una targa alla porta del reparto di Rianimazione: “Sala Franco Grasso”. E poi il ricordo del giornalista Rai Vincenzo Varagona: «Franco diceva sempre: il Signore non mi vuole perché sono troppo chiacchierone. Poi alla fine, sempre col sorriso sulle labbra, diceva che il Signore aveva cambiato idea e aveva bisogno di chiacchieroni. E allora che Franco continui ad accompagnare noi, la sua redazione e noi colleghi». Ha ringraziato Franco anche il collaboratore di Radio Center Music (Radio gemella di E'TvMarche) Cristiano Vaccaroni «per averci insegnato a mettere sempre gli altri prima di noi perché, come diceva Franco, dobbiamo mettere in luce gli ultimi, noi siamo qui per questo». Ma anche il saluto dei nipoti, che hanno ricordato la sua allegria e autoironia, ringraziando la famiglia di E’Tv per averlo accompagnato negli ultimi 12 anni. Alla fine della cerimonia nella chiesa ha risuonato la canzone preferita di Franco: “I migliori anni” di Renato Zero.

Tra le lacrime, tutta la chiesa si è alzata in piedi e ha omaggiato Franco Grasso. Un giornalista. Un curioso. Uno di quelli che voleva sempre conoscere chi incontrava nel suo cammino. Un mastino. Intraprendente. Altrimenti non sarebbe stato scelto per lanciare una nuova tv nelle Marche dove ce ne erano già altre. E se è vero, come si dice, che chi fa il giornalista vive mille vite in una soltanto, allora Grasso non solo ha vissuto migliaia di vite, ma le ha scoperte, conosciute e raccontate da professionista. Era quello che sente il dovere di sacrificarsi per consegnare la cronaca dei fatti ai telespettatori. Quello che, dopo 8 ore di diretta nel pieno della grande nevicata del 2010, guarda il collega mentre fa per andarsene e gli dice: «Ma dove vai? Finché c’è la neve noi andiamo in diretta». Un meticoloso. Fino all’ossessione. E se qualcosa andava storto poteva anche arrabbiarsi, ma senza una parola fuori posto e comunque al solo fine di rendere un servizio di qualità. Volto e anima, insieme a Maurizio Socci, di uno dei programmi più seguiti: “Buongiorno Marche”. Ha condotto e diretto con dediczione e umiltà perché lui non era uno di quei giornalisti che camminano a 3 metri da terra. Era uno che guardava le persone, le capiva e ci si confrontava. Pronto ad insegnare come fare ed essere giornalisti. Lo ha fatto con i suoi ragazzi. Da maestro. Ed é per questo che, se è vero che con la perdita di Franco Grasso E’Tv Marche subisce una dura spallata, è ancor più vero che oggi quella Tv può contare su quei giornalisti che hanno imparato da Franco Grasso. Perché anche domani e il futuro avvenire sia un “Buongiorno Marche”. 

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