Gianluca ed Elisa insieme nell'ultimo viaggio, folla nel giorno dell'addio

Lo stadio del Villa Musone sarà intitolato a Gianluca

Un’ora prima dell’addio a Elisa Del Vicario e Gianluca Carotti la chiesa della Collegiata era già gremita e il rintocco delle campane per attirare la gente era  chiaro che sarebbe stato superfluo. C’erano circa 2000 persone al centro di Castelfidardo per dare l’ultimo saluto alla coppia rimasta uccisa nell’incidente di Porto Recanati e per contenere tutti è stata necessaria anche la piazza del Comune, attigua alla chiesa, e perfino una parte del corso. Dalla navata risuonavano le note “Che sia benedetta” di Fiorella Mannoia, “Piccola stella senza cielo” di Ligabue e “Abbi cura di me” di Simone Cristicchi. Canzoni che accompagnavano le foto proiettate su uno schermo dei momenti felici della Elisa e “Gianlu”: dai pranzi in compagnia al viaggio in Australia o le giornate con il gruppo Raoul Follereau dei quali i due erano volontari nei progetti per i disabili. In piazza il vociare di chi diceva «Straniero o extraterrestre non importa, basta che paghi» si confondeva con chi scandiva tre parole: «certezza della pena».

La corale cittadina ha accompagnato la cerimonia concelebrata dai quattro parroci delle rispettive chiese fidardensi. Alle 14,53 l’applauso ha accolto l’arrivo della prima bara, quella di Elisa e tre minuti dopo la scena si è ripetuta con il feretro di Gianluca. Tra i fiori ai piedi dell’altare c’erano quelli gialli e blu donati dai pulcini del Villa Musone, squadra che Gianluca allenava. Sulla bara dell’ex calciatore c’erano le maglie da gioco della Sambenedettese e del Castelfidardo, su entrambi i feretri era poggiata anche quella del gruppo Follereau. Struggente la prima fila composta da un gruppo di bambini (tra cui gli ex allievi di Gianbluca) che non riuscivano a trattenere le lacrime. Presenti anche le istituzioni locali con il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani, e quello di Recanati Francesco Fiordomo. 

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Don Bruno Bottaluscio, titolare della chiesa, si è rivolto proprio ai bambini: «Gianluca vi ha insegnato che non si entra con i piedi a martello o con la gamba tesa. Qualcuno è entrato nella sua vita e in quella di Elisa a gamba tesa, ora dobbiamo rivolgerci all’arbitro che è lassù». Toccante anche il pensiero di don Andrea Cesarini: «Questa tragedia ci ha colpiti a sangue e ci ha lasciati moribondi sul ciglio della strada». Tra i ricordi c’è stato quello dello stesso sindaco Ascani: «Queste due persone hanno rappresentato l’unione di una comunità e ci hanno insegnato ad amare a più non posso». Fiordomo ha annunciato che lo stadio del Villa Musone sarà intitolato proprio a Gianluca Carotti: «Porterà il nome del capitano e del mister». Presenti le delegazioni della Sambenedettese, del Villa Musone così come atleti e supporters del Castelfidardo. Massi e gli amici della domenica hanno salutato Gianluca con un «Ciao capitano per sempre». Tra i messaggi per Elisa c’è stato quello della rappresentanza del Follereau: «Sei stata modello ed esempio per molti di noi, continueremo a ballare insieme fino all’ultima nota il sorriso sul viso e la mano tesa per aiutare il prossimo». Dopo la cerimonia il corteo, scortato dalla polizia locale di Castelfidardo, ha accompagnato a piedi Elisa e Gianluca fino al cimitero, mentre i piccoli del Villa Musone liberavano in cielo i palloncini gialli e blu tra l’ennesimo scroscio di applausi. 

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