«Riki per sempre a bordo, grazie di tutto», l’ultimo abbraccio a capitan Cesini

Il piazzale davanti alla sala del commiato è gremito di amici, parenti ed ex compagni di squadra di Riccardo Cesini, l’atleta scomparso domenica scorsa a soli 36 anni

I funerali di Riccardo Cesini

«Senza paura Riki!». Ore 15.02 il carro funebre si avvicina all’ingresso della camera di commiato al cimitero di Tavernelle. Ad attendere Riccardo Cesini, velista campione del mondo e capitano storico de La Vela Ancona scomparso a 36 anni per un malore cardiaco, sono in centinaia. Il silenzio assordante è interrotto solo dall’applauso che ha accompagnato l’ingresso del feretro al cimitero. A salutare il capitano c’erano diverse polisportive anconetane. Non poteva mancare, e non è mancata, La Vela con i giocatori e il tecnico Igor Pace che si sono stretti accanto a mamma Marta e papà Leonardo e al fratello Davide. A omaggiare “The King” c’era anche la squadra di pallanuoto della Jesina, che sui cancelli accanto al’lingresso ha affisso uno striscione eloquente con scritta in stampatello rosso: “Onoriamo il vostro capitano”. Sulla bara la foto in bianco e nero di Riccardo con i capelli al vento e gli occhiali da sole che lasciano immaginare uno sguardo verso l’infinito. Sul feretro c’erano diverse maglie sportive care al Capitano, ma una su tutte parlava da sola: “Riki sempre a bordo”. A benedire la salma è stato don Giovanni Moroni, parroco di San Michele Arcangelo, che ha poi invitato amici ed ex compagni di squadra a condividere ricordi e pensieri. 

Ecco allora l’amica Rossana, che trattenendo a stento le lacrime ha raccontato della testardaggine di Ricky parlando sempre al presente e mai al passato: «Anche stavolta hai fatto a modo tuo, te ne sei andato lontano da casa così che non ti avremmo rotto le scatole tutti lì a piangerti addosso. Hai fatto bene così. Sei un testone, uno che fa sempre come gli pare, che non perde un momento per dirti come la pensa e che sputa frasi secche che ti lasciano senza parole. Un Buono con la faccia da burbero, un amico discreto e sincero che va dritto al sodo e che esplode in una risata». Poi è stata la volta di Alessandro Paoloni, che prima di diventare compagno di squadra di Riccardo è stato avversario in acqua e poi amico: «Tutti potremmo raccontare di come riuscivi a tirare fuori il meglio da ognuno di noi, come persone e come atleti. Siamo cresciuti insieme e abbiamo passato momenti indimenticabili tracciano ricordi indelebili che ci faranno ridere e tenere vivo il tuo ricordo per sempre. Ora gioca la tua nuova partita amico mio, grazie di tutto capitano!». Poi Tavernelle è ripiombato nel silenzio mentre la bara veniva portata dentro la sala del commiato per consentire un saluto più intimo e personale. Un silenzio interrotto stavolta non da un applauso, ma da un urlo anonimo dalla folla: «Senza paura Riki!».

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