Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Scrima / Piazzale Camerino

Tutta la comunità per il professore di religione e diacono, addio a Piero Alfieri

La funzione è stata celebrata dal vescovo della diocesi Ancona - Osimo il cardinal Edoardo Menichelli, che ha ricordato la saggezza interiore, la tenerezza e la gentilezza di Piero Alfieri

La bara all'uscita dal funerale

C’era tutta la comunità cattolica di Ancona a rendere omaggio al professore di religione e diacono Piero Alfieri, morto pochi giorni fa al termine di una grave malattia. Non è bastata a contenere la folla la chiesa del Cristo Divino Lavoratore, sulla cui facciata campeggiava un grosso striscione con scritto “Ciao diacono Rompi”. Una frase ironica e affettuosa con cui i ragazzi dell’oratorio hanno voluto ricordare la figura di un educatore sempre pronto a riprendere chi faceva qualcosa fuori posto. Amorevoli rimproveri senza i quali oggi resta un vuoto nel cuore dei ragazzi, abituati ad una presenza gioiosa e tenace. Al centro, davanti alla navata della chiesa, c’era la bara di Piero Alfieri, con sopra la sua stuola da diacono e un Vangelo. Centinaia le persone arrivate per partecipare ai funerali, fissati alle 14:00 di oggi (giovedì 28 gennaio). Una funzione religiosa celebrata dal vescovo della diocesi Ancona - Osimo il cardinal Edoardo Menichelli, che ha ricordato così il diacono anconetano: «Era dotato di una grande saggezza interiore che mi consegnava soprattutto quando insieme si parlava della scuola e della fatica di essere educatori. In lui la saggezza si incrociava con la tenerezza e il rispetto, per chi come lui guardava alla scuola come un Ministro di buona speranza. E mi rivolgo ai suoi alunni quando dico che dovete custodire la testimonianza di questo professore, che educava più con la vita che non con le parole». Insegnamenti che non andranno persi se i suoi ragazzi sapranno raccoglierli e farne tesoro ogni giorno della loro vita. E allora alla domanda: chi raccoglierà l’eredità di Piero Alfieri? Menichelli ha risposto con una metafora sportiva: «Nella staffetta vince chi arriva primo, ma deve portare con sé il testimone. Dunque portate con voi fino alla fine il testimone di Piero, amate la vita, vivete la vita e non pensate di avere una bella vita, ma di fare una vita bella». 

Subito dopo, insieme a don Giancarlo Sbarbati, è stato il momento del ricordo degli studenti dell’Istituto Superiore “Podesti – Calzecchi Onesti”, quelli dell’oratorio, del campo scuola, del centro di assistenza per disabili a pochi passa da piazzale Camerino dove il 59enne offriva la propria opera di volontariato, dei catechisti avviati all’insegnamento proprio da lui. Ognuno ha offerto un breve ricordo e un pensiero per lui, l’educatore della fede e della legalità, sempre in prima linea tra i giovani. Ma anche amorevole marito di Tiziana e padre dei suoi due figli. Al termine dei funerali la bara di Piero ha lasciato la chiesa tra gli applausi di tutti, mentre alcuni ragazzi lasciavano volare in cielo tanti palloncini colorati insieme ad uno più grande di colore bianco. Il ricordo di Piero Alfieri resterà per sempre vivo ad Ancona e tra i fedeli della città. Gli stessi che oggi sentiranno squillare meno il telefono perché tutti, almeno una volta, hanno ricevuto una chiamata da Piero per essere coinvolti in una delle sue mille iniziative per la comunità. 

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