Cronaca

Numana: Quasimodo “evade” dalla Caletta e prende il largo

Sereno il presidente della Fondazione Cetacea Sauro Pari: "Prima del trasferimento a Quasimodo erano stati fatti tutti gli accertamenti diagnostici del caso. I valori risultavano nella norma"

Quasimodo

Quasimodo sceglie la libertà. La tartaruga marina divenuta “famosa” nei rotocalchi televisivi nazionali ha anticipato i tempi prendendo il largo dalla Caletta di Numana tra l’arenile dei Frati e la Spiaggiola. L’esemplare di Caretta Caretta avrebbe abbandonato l’area di convalescenza poche ore dopo il trasferimento sul Conero, avvenuto sabato sera. Probabile che la “fuga” sia avvenuta nei pressi della riva dove la rete è leggermente più bassa e dove le altre tartarughe non si erano mai avventurate.A partire dalle ore 10.00 di domenica mattina lo staff della Fondazione Cetacea ha setacciato l’area per tutto il giorno. I 1.200 metri quadri della caletta, unica area marina recintata europea aperta al pubblico, sono andati stretti alla tartaruga salvata nel 2009 lungo la costa numanese a un passo dalla morte.

Accudito per cinque anni all’Ospedale delle Tartarughe di Riccione, per via di un polmone atrofizzato e una malformazione del carapace che rendevano quasi impossibili le immersioni, Quasimodo era in attesa del rilascio definitivo, nell’ambito del progetto europeo di tutela ambientale NetCet, fissato per settembre, mese in cui sarebbe finito il periodo di convalescenza.  

L’imprevedibile uscita di scena ha stupito gli altri partner del progetto, il Comune di Numana, la protezione civile del Conero e lo Studio Ideazione di Castelfidardo, in prima linea nello sviluppo del progetto “Numana Città delle Tartarughe”. La pagina Facebook della Fondazione Cetacea, continua a essere tempestata da messaggi di affetto con i saluti più disparati degli amanti degli animali e di quanti avevano “adottato” Quasimodo.

Sereno il presidente della Fondazione Cetacea Sauro Pari per il colpo a effetto di Quasimodo: «Prima del trasferimento a Quasimodo erano stati fatti tutti gli accertamenti diagnostici del caso. I valori emato biochimici risultavano nella norma dopo i mesi post-applicazione del tutore definitivo studiato appositamente per garantirgli il corretto galleggiamento e la possibilità di immersione necessari al proprio benessere. La caletta è stata realizzata con l'intento di salvaguardare l'incolumità degli animali ospitati durante il periodo di riabilitazione. La struttura non è un sistema ideato per la cattività, bensì solo per la protezione e il contenimento momentanei in attesa del rilascio definitivo in mare aperto. Per chi lo ha conosciuto, Quasimodo in questi cinque anni ha dato prova di cocciutaggine, determinazione e inventiva! Gli sono bastare 24 ore per trovare il modo di lasciare la caletta delle tartarughe indisturbato e riprendere il mare. Bene! In fondo è quello per cui abbiamo lavorato per 5 anni! Doveva dimostrare di farcela e lo ha fatto a modo suo, in perfetto stile "Quasimodo"! Buona fortuna e buona vita in mare “Quasi”!».

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