Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

"Terremoto. Io non rischio", in piazza Roma c'è anche Franco Gabrielli

Il capo della Protezione Civile: "Di stare tranquilli non ve lo dirà nessuno. Noi diciamo preoccupatevi, ma nel senso etimologico del termine. Cioè occupatevene prima: questo è il modo di approcciare al problema"

“Sembra che ci si aspetti che arrivi qualcuno a dire state tranquilli, ma tranquilli non ve lo dirà nessuno. Noi diciamo preoccupatevi, ma nel senso etimologico del termine. Cioè occupatevene prima. Questo è il modo di approcciare al problema. I terremoti qui verranno. Non è una situazione dalla quale noi possiamo sfuggire, ma è la condizione del nostro territorio. La differenza la fanno gli edifici e un sistema di protezione civile all'altezza della situazione”.

Sono queste le parole del capo della Protezione Civile nazionale Franco Gabrielli, che ieri era ad Ancona insieme a tanti volontari dell'Arpam, Protezione civile, Associazione Carabinieri e volontari di ogni genere pronti a intervenire in casi di calamità naturali. E Gabrielli è stato chiaro nel dire che il nostro paese, e così anche le Marche, sono un territorio sismico. L'unica possibilità di prevenire i disastri è mettere in atto comportamenti che, in casi di scosse, ci mettano al riparo da incidenti.

Ed è proprio questo l'obiettivo della campagna che da tre anni viene portata avanti dal dipartimento nazionale della Protezione Civile e Anpas dal titolo "Terremoto. Io non rischio", che ieri ha visto volontari presenti in più di 200 piazze del Paese. Vogliamo dare ai cittadini le informazioni utili per fare prevenzione di un terremoto” ha detto Stefano Bernabei, responsabile di piazza dell'Anpas Ancona. Dunque si può fare qualcosa per prevenire i danni di un terremoto? Sembra di si. “Verificare se un palazzo è antisismico, evitare di tenere un vaso sopra il frigo perchè anche con un piccola scossa potrebbe cadere e farmi male, come anche controllare che l'armadio della camera sia fissato al muro” ha proseguito Bernabei. Insomma tutta una serie di consigli che sono meno banali di quel che si pensi e che spesso non vengono presi in considerazione, al di là del classico suggerimento di evitare l'ascensore o mettersi sotto una trave quando c'è una forte scossa. Anche evitare il cellulare per non intasare le linee o non mettersi in auto per non generare traffico, sono consigli per chi vuole fare qualcosa per aiutare gli eventuali soccorsi che, è sempre bene ricordarlo, sono messi in atto da volontari.

Quella di ieri è stata anche un'occasione per ricordare come i tanti e fondamentali servizi al cittadino garantiti dal gruppo della Croce Gialla della protezione Civile, non siano a costo zero. Lo ha spiegato il presidente della Croce Gialla di Ancona Alberto Caporalini: “Se la Regione non si sbriga a riconoscere le spese sostenute per i servizi che facciamo, o comunque adeguare i rimborsi, saremo costretti a chiudere”. Si perchè la Regione sono 3 anni che deve adeguare questi costi e se si considera che il tariffario del rimborso spesa del carburante è fermo al prezzo della benzina di 15 anni fa, allora si capisce come la politica abbia parecchio da lavorare affinchè non cessino servizi quali il 118 e il trasporto sanitario.

E chi deve intervenire è la Regione nella persona del Governatore Gian Mario Spacca, che alla domanda su cosa sta facendo la politica per questo ha risposto: “C'è sempre questo vincolo che riguarda questo settore come tutti quello del privato sociale e anche le organizzazione no profit, che vengono asoggettati alla normativa dell'Unione Europea per cui dobbiamo agire attraverso procedure di carattere concorrenziale anche se protette. Su questo stiamo cercando di dialogare da molto tempo e su cui stiamo cercando di trovare una soluzione”.

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