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Il gruppo dei relatori

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Corelli, un successo mondiale: l'incontro culturale del Rotary Ancona Conero

Doppio appuntamento con la storia anconetana e doppio successo per “Il Rotary per la Cultura”, la mini rassegna organizzata dal Rotary Club Ancona Conero alla Loggia dei Mercanti

Doppio appuntamento con la storia anconetana e doppio successo per “Il Rotary per la Cultura”, la mini rassegna organizzata dal Rotary Club Ancona Conero alla Loggia dei Mercanti. Giovedì 22 marzo, la seconda conferenza incentrata su Franco Corelli, considerato per doti vocali, presenza scenica e interpretazione il più grande tenore del '900 "che purtroppo non ha potuto cantare nel nostro teatro" ha sottolineato in apertura il presidente rotariano Giovanni Venturi, ricordando la donazione fatta dal Rotary Ancona Conero nel 2005 con il grande quadro del tenore anconetano che orna il foyer delle Muse. A ripercorrere la vita di Corelli ci ha pensato il prof. Antonio Luccarini. "Una persona molto discreta e timida nonostante avesse affrontato le platee dei teatri più grandi del mondo. In America è ancora osannato e noi anconetani dovremmo fare più spesso serate come questa. Il Rotary si dimostra ancora una volta vicinissimo alla città. Le istituzioni pubbliche dovrebbero seguire questo esempio". Dagli inizi ad Ancona, la frequentazione del Teatro delle Muse, il nuoto con la squadra della Stamura, gli studi da geometra e il lavoro in Comune. "Corelli è arrivato tardi al canto – ha spiegato Luccarini – ma la sua voce è sempre stata potente. Andava affinata. Affrontò le prime prove pubbliche solo in età matura". Una lunga carrellata di foto. Con Maria Callas, Renata Tebaldi, Montserrat Caballé, con la capacità di ripristinare opere che erano cadute in disuso per la mancanza di interpreti in grado di interpretare quei ruoli: Poliuto, La battaglia di Legnano, La vestale. Con Luccarini sono intervenuti anche il critico musicale Fabio Brisighelli e la cantante e docente della storia della vocalità Daria Della Croce.

Un pomeriggio molto apprezzato stando al pubblico che ha affollato la Loggia dei Mercanti, bissando il successo del precedente incontro dedicato all'arte del '500 ad Ancona, scrigno di preziosi tesori d'arte tutto da scoprire, con capolavori di Tiziano, Lorenzo Lotto, Pellegrino Tibaldi e di Andrea Lilli. «Il '500 è stato un secolo quasi tragico per Ancona – ha spiegato Luccarini – che passò dalla centralità della libera Repubblica Marinara a un ruolo periferico all'interno dello Stato Pontificio». Arte dimenticata nel troppo spesso dormiente, dal punto di vista culturale, capoluogo di regione. A partire dalla Pala Gozzi di Tiziano, esposta alla Pinacoteca Podesti e capace di attirare a Milano, nella recente mostra dedicata a Palazzo Marino, quasi 100mila visitatori. «Una straordinaria rappresentazione dell'attualità politica del tempo – ha spiegato Luccarini – con Ancona e Ragusa (l'oggi croata Dubrovnik) simboleggiate da San Francesco e San Biagio in primo piano e Venezia sullo sfondo chiamate ad abbandonare le rivalità e a unirsi nella fede contro il pericolo ottomano. Un messaggio di pace. Tiziano realizza l'opera nel 1520 e basti pensare che appena due anni prima i turchi avevano invaso la baia di Portonovo, portato devastazione al Poggio e catturato parecchi abitanti per ridurli in schiavitù». I fasti della Repubblica terminarono nel 1532 con l'occupazione pontificia, ma non s'arrestò la ricchezza artistica. Nel 1539 Lorenzo Lotto firma la Pala dell'Alabarda e, nel 1550, l'Assunzione per la chiesa di San Francesco alle Scale. Del 1558 la Crocifissione di Tiziano per la chiesa di San Domenico, secondo Luccarini «un'opera straordinaria che ha anticipato di secoli l'Impressionismo». E ancora Pellegrino Tibaldi (a lui si devono diverse opere tra cui la Fontana del Calamo) e l'anconetano Andrea Lilli.  

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