Frana: al World Urban Forum di Napoli il “caso Ancona”

In corso sulle precipitazioni, per capire come queste possono incidere sul fenomeno franoso, e quindi mirata a individuare la soglia di rischio e a migliorare la capacità di farne fronte

Il sistema di monitoraggio della frana "Early Warning"

Il sindaco Fiorello Gramillano ha partecipato oggi a Napoli al sesto World Urban Forum, il convegno internazionale istituito da UN-Habitat, l’Agenzia delle Nazioni Unite per gli Insediamenti umani che ogni due anni esamina e monitora il problema della rapida urbanizzazione delle città e dell’impatto sulle comunità e sulle economie con i massimi esperti del settore.

Il sindaco ha aperto la sessione dedicata alle “Città resilienti”, ricordando in particolare come la nostra città ha prima affrontato, 30 anni fa, la grande frana che devastò interi quartieri e poi come è riuscita a convivere con questo fenomeno attraverso un monitoraggio continuo e un poderoso investimento in termini di infrastrutture, formazione, tecnologie: tutto per “aumentare quella che oggi viene definita dagli esperti – ha detto il primo cittadino - la condizione di resilienza ovvero quella capacità delle città di sapersi adattare mantenendo in vita le proprie funzioni vitali”.

“Aprire oggi questa sessione sulle “Città Resilienti”  - ha detto il sindaco che ha anche ricordato la firma, nel 2010, del documento programmatico contenente le dieci regole fondamentali per le città resilienti. -  in presenza di importanti delegati provenienti da tutto il mondo, è per me e per la mia Città un onore e un’opportunità che colgo con grande entusiasmo, fermamente convinto che il cambiamento climatico vada affrontato unendo le forze, le capacità e le risorse che tutti noi abbiamo a disposizione. L’obiettivo condiviso è far si che le strategie globali di lotta al cambiamento climatico e nella gestione dei disastri possano essere tradotte in azioni locali coordinate. Ed è per questo motivo che noi amministratori abbiamo un ruolo fondamentale, ovvero quello di farci garanti del processo di attuazione e implementazione delle strategie globalmente condivise. In ciò, non siamo attori unici. Tutta la comunità deve imparare a dialogare insieme per avviare questo importante processo di cambiamento”.

In una sessione tecnica a latere, il progetto dorico di monitoraggio della frana, il centro di controllo a Palazzo Anziani, il gruppo di lavoro, sono stati presentati da Marco Cardinaletti,  responsabile del progetto Act, che si occupa anche dell’adattamento climatico, in collaborazione con il settore geologico del Comune. Cardinaletti ha fornito qualche anticipazione dello studio che si sta attuando in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma: un’analisi volta ad acquisire dati sulle precipitazioni e a capire come queste ultime possono incidere sul fenomeno franoso, e quindi mirata a individuare la soglia di rischio e a migliorare la capacità di farne fronte.
 

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