Cronaca

«Sono minorenne, pagami o ti denuncio»: scoperte le truffatrici delle foto hot

La vittima aveva ricevuto anche la chiamata da una finta poliziotta che lo invitava a pagare. Solo il giorno dopo si è accorto di essere stato ingannato. Ora le due ventenni sono finite nei guai

Una trappola ben architettata per spillare soldi alle ignare vittime adescate via chat. Scoperte dalla polizia postale di Ancona due ventenni, una italiana l'altra di origine brasiliana, entrambe residenti in Romagna. 

I fatti risalgono all'anno scorso quando un uomo, dopo aver cliccato su un banner di un sito d'incontri, si era imbattuto in una chat WhatsApp con una ragazza. Prima lei le aveva inviato delle foto osé (senza però riceverne in cambio) e poi si era dichiarata minorenne, chiedendo così in cambio cento euro per un incontro con il ragazzo dall'altra parte dello smartphone. Lui però subito aveva interrotto la conversazione eliminado la chat. A quel punto era iniziato il ricatto chiedendo in cambio dei soldi per non sporgere denuncia. La truffatrice, infatti, aveva convinto la sua vittima che la sola detenzione di quel tipo di immagine nel telefono costituisse un reato e che quindi con la denuncia avrebbe rischiato di finire nei guai. Per avvalorare la tesi, poi, l'altra donna, complice della messa in scena, si era finta sua madre chiedendo ulteriore denaro per pagare la psicologa che sarebbe servita dopo lo stato di prostrazione in cui era caduta sua figlia dopo quei fatti. In totale la coppia chiedeva in cambio 500 euro.

Oltre a questo, poi, l'uomo, ignaro di tutto, aveva ricevuto una telefonata da una finta poliziotta che lo invitava a pagare quella somma per ottenere così il ritiro della denuncia in questione rendendosi disponibile a fare da tramite per velocizzare le procedure ed evitare lungaggini e spese legali. A quel punto l'uomo, tranquillizzatosi dopo aver ascoltato le parole di quella che lui credeva essere una funzionaria dello stato, si era deciso a sborsare la somma pattuita. Il giorno dopo, però, andando in questura per incontrare la donna di persona, si è reso conto di essere stato raggirato. Così la vittima ha subito sporto denuncia e, in seguito all'indagine degli agenti di polizia, le due sono state individuate. Non erano nuove a questo genere di attività truffaldine che mettevano in atto con lo stesso modus operandi. 

La polizia, dunque, per non incorrere in brutti episodi come questi, invita gli utenti alla prudenza e cautela nell’accettare proposte di amicizia quando non si può verificare l’effettiva identità del soggetto o del profilo social.  

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