Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Fonici e trascrittori del tribunale a rischio posto di lavoro. Presidio di protesta a Palazzo di Giustizia

La riforma Cartabia toglie il servizio di appalto esterno. Più di 30 persone rimarrebbero disoccupate nelle Marche. I sindacati: «Va istituita una professionalità»

ANCONA - Un presidio pacifico per difendere il posto di lavoro messo a rischio dalla riforma Cartabia. Così questa mattina hanno protestato, davanti al tribunale dorico, fonici, stenotipisti e trascrittori dei tribunali delle Marche. Dalle 9.30 alle 12 è stato indetto un presidio appoggiato dalle sigle sindacali di  Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uilpa Uil. Stando alla riforma infatti molte attività di queste figure lavorative saranno svolte dai dipendenti stessi del tribunale e non più dagli esterni che ora, attraverso un consorzio, lavorano nelle aule di giustizia. Il servizio di documentazione degli atti processuali è gestito in appalto dal consorzio Ciclat, su tre regioni, Marche, Umbria e Toscana, e i lavoratori che ne fanno parte sono a rischio posto di lavoro. Il problema è nazionale. «Nelle Marche sono più di 30 persone - ha spiegato Raffaella Angalone, della segreteria provinciale Filcams Cgil - in tutta Italia almeno 1.500 dipendenti a rischio. A gennaio avevamo chiesto un incontro con il ministero della Giustizia che ci ha ricevuti solo a fine giugno. Adesso abbiamo un nuovo incontro il 18 luglio ma siamo già in stato di agitazione». A rischio è tutta l’attività di videoregistrazione che dovrà essere svolto dal personale tecnico del tribunale, cancellieri compresi, insomma i dipendenti diretti del ministero.

Una novità che doveva partire dal 1 luglio ma che è sospesa per lo stato di agitazione proclamato dai lavoratori in appalto. «Chiediamo di salvaguardare i nostri posti di lavoro e valorizzare la nostra professionalità - ha detto Alessia Falchi, una addetta in servizio al tribunale dorico - io faccio questo lavoro dal 2000. Una telecamera messa in udienza, chiamata t-rex, già messa nelle aule ma di fatto ancora non attiva, sostituirà il nostro lavoro. Registrerà audio e video e sostituirà il nostro lavoro». Per i lavoratori in appalto sarà la perdita del posto mentre per il personale tecnico e di cancelleria diretto sarà un aggravio di lavoro perché dovranno fare loro il lavoro. Al presidio di stamattina infatti c’erano anche tecnici e cancellieri. «Vogliamo maggiore chiarezza per i lavoratori - ha osservato Priscilla Lattarulo, segreteria regionale Uilpa Uil - cancellieri e assistenti giudiziari hanno già il loro lavoro che verrà aggravato da questo. Non si possono creare sacche di disoccupazione così. Il servizio andrà peggiorando». La riforma è un’arma a doppio taglio perché se da una parte toglie mansioni dall’altra le aumenta a chi ha già molto da fare con l’attività di adesso.

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