Cronaca

Fogne in mare, anche Ancona ha le sue grane

Falconara e Ancona alle prese con un'estate di liquami in mare. La prima cerca un'asse con il Capoluogo per arrivare a una soluzione. Da Falconara in Movimento la proposta di investire sulla separazione dell'acqua piovana da quelle nere

Da sinistra Cipolletti e Astolfi

Se Falconara piange, Ancona non ride. Le piogge di ieri, che hanno causato gli sversamenti a mare di liquami provenienti dall'impianto fognario, hanno avuto lo stesso effetto sulle spiagge di Palombina Nuova, Collemarino e Torrette. Tanto che il Comune ha emesso un divieto di balneazione. Sversamento anche in zona Cardeto. Una questione per la quale Falconara chiede un impegno importante a Regione, Aato e Multiservizi e che potrebbe portare a un asse politico con il Capoluogo per arrivare a una risoluzione del problema. Lo spera l'assessore all'Ambiente Matteo Astolfi che questa mattina ha partecipato alla conferenza stampa indetta da Romolo Cipolletti, capogruppo di Falconara in Movimento. Il dubbio è che la realizzazione di nuove vasche di espansione, come quella presente a Palombina Vecchia, sia una soluzione costosa e insufficiente nel lungo periodo. "La vasca di Palombina è costata 2 milioni di euro – spiega Astolfi –. Ne dovrebbero realizzare altre 4 ma se il costo di un nuovo collettore per dividere l'acqua piovana dalle acque nere di uso domestico dovesse essere simile tanto vale affrontare la spesa sapendo di ottenere il risultato". Sulla stessa linea Cipolletti. "Il depuratore è stato costruito a fine anni '80 e non ha mai sversato in condizioni normali – spiega il capogruppo – Parliamo di un problema che non è di oggi e che non riguarda la sola Falconara. Lo vediamo in tutta la costa dove, ricordo, circa il 48% dei comuni costieri è sprovvisto di depuratore. Trovo quindi pretestuso attaccare il sindaco Brandoni".

Il tentativo di Falconara è quello di affidarsi all'esperienza di Rimini che, con i suoi 13 scolmatori, presenta lo stesso problema. "In Romagna – aggiunge Astolfi - è stata intavolata una discussione con l'Asur e sono arrivati a interdizioni temporanee che vanno dall'apertura degli scolmatori fino alle 18 ore successive alla loro chiusura. Si sono basati sulla statistica degli eventi e, in caso di episodi di maggior portata, emettono un ulteriore divieto di balneazione. Noi, nelle Marche, siamo stati precursori. La nostra ordinanza prevede quali sono i compiti degli altri Enti, messaggi via altoparlante, sito e cartelli in spiaggia e anche gli stabilimenti sono obbligati ad affiggere l'ordinanza e a issare la bandiera rossa. Ancona, seppur in maniera differente, si è mossa dopo di noi". Nel frattempo il Comune ha inviato una lettera a Multiservizi chiedendo lumi su quanto sta avvenendo. Fino a pochi anni fa gli sversamenti avvenivano a seguito di intense piogge ma ora non è così: a fine luglio appena 4 millimetri di acqua hanno portato all'ennesimo stop alla balneazione. La risposta da parte dell'ente che gestisce e provvede alla manutenzione dell'impianto fognario non è ancora arrivata.

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