Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Piazza Roma, un flash mob contro il Ddl sulla "Buona scuola"

Un centinaio di persone tra docenti, genitori e studenti provenienti dalla provincia di Ancona, armati di foglio bianco sul volto e palloncino colorato in mano, hanno formato un cerchio e dato vita a un flash mob contro il ddl sulla Buona Scuola

Flash Mob contro il DDL sulla Buona Scuola. Un centinaio di persone tra docenti, genitori e studenti di tutte le età provenienti dalla provincia di Ancona, si sono date appuntamento in piazza Roma. Alle 12.00 in punto armati di foglio bianco sul volto e palloncino colorato in mano, hanno formato un cerchio. Il silenzio è durato per una decina di minuti prima che i cori: "Vergogna, vergogna la scuola è nella fogna" riecheggiassero nella piazza cittadina.

L'evento è stato organizzato autonomamente da un gruppo di docenti a supporto dei manifestanti in corteo nelle grandi città  in occasione dello sciopero nazionale della scuola. «Stiamo contestando il disegno di legge che è in fase di approvazione in Parlamento. Sui palloncini abbiamo scritto i valori fondanti della scuola che vengono calpestati con questo disegno di legge» spiega Morena Galieni, insegnante e organizzatrice evento.

A preoccupare sono soprattutto i nuovi poteri del dirigente scolastico. «Siamo contro la perdita dell'identità della scuola pubblica. Il potere viene accentrato tutto nelle mani di una sola persona, ovvero il dirigente scolastico. Verranno sentiti gli organi collegiali della scuola ma comunque la decisione ultima resta nelle mani del dirigente- afferma la Galieni-. Il dirigente scolastico potrà mettere "bocca" su quello che è il nostro lavoro didattico, decidere i progetti all'interno dell'offerta formativa della scuola».

 I dubbi riguardano anche il personale Ata, le classi pollaio, il precariato, che da un livello provinciale potrebbe diventare nazionale, e i finanziamenti pubblici. «Non sono previsti finanziamenti nella scuola pubblica ma sono previste agevolazioni fino a 400 euro per chi iscriverà i propri figli alla scuola privata. Le scuole invece dovranno essere finanziate da enti privati per cui andremo a una sponsorizzazione della scuola. In questo modo avremo scuola di serie A e scuole di serie B» conclude l'insegnate. 

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