Fiorello tra canzoni, monologhi e gag sul sindaco Mancinelli: «Somiglia alla Merkel»

«Gli anconetani sono proprio strani». Così Fiorello si è presentato al pubblico vestito da prete, divertendosi e fare la predica. Poi si è esibito in monologhi e canzoni. Stasera venerdì e domani le altre 2 serate in programma

Fiorello ad Ancona

In uno spettacolo durato più di due ore, saranno fischiate le orecchie al sindaco Valeria Mancinelli. Sì, perché Fiorello, ieri per la prima al teatro Le Muse con “L’ora del rosario”, si è scatenato con battute sulla città di Ancona sull’anconetanità, scherzando anche col sindaco: «Mica sorride tanto, assomiglia alla Merkel» ha detto il comico siciliano. E il pubblico ha gradito. Poi, dopo qualche secondo di silenzio dice quasi sotto voce: «So che avete un problema con i cinghiali», la platea ride mentre lui prosegue con un’idea: «Il lanciafiamme, so che qualcuno lo ha detto sul serio». E avanti così sopratutto nella prima parte dello spettacolo, quando lo showman ha preso in giro il capoluogo dorico, dove le paste fresche della mattina si chiamano polacche, la tuta finlandese e dove alle 10 della mattina, dopo il caffé, si possono anche mangiare i bombi. «Eccche sono sti bombi? Certo che gli anconetani sono proprio strani». Ha raccontato dei suoi giri per la città, consolando gli anconetani che si arrovellano sul problema delle buche: «Ma dovreste vedere Roma. Quando Gheddafi venne a trovare Berlusconi gli chiese se per caso ci avevano appena bombardato».

Poi è stato show di Fiorello. Quello che prima si è presentato vestito da prete e si diverte e fare la predica divertente in platea. Poi si è esibito in un monologo sugli ultra 50enne, sempre in bilico tra il tentativo di rimanere giovani e i primi acciacchi. Poi ha cantato, divertendo con una parodia della lirica dove nessuno capisce mai quello che si dice per cui «se io ci metto una parolaccia mica te ne accorgi, facciamo una prova». E poi le imitazioni dei cantanti come Vasco Rossi, Negramaro, Tiziano Ferro, Marco Mengoni e Gianni Morandi. Brani che a volte, dice lo showman, andrebbero ridimensionati. E allora riprende a cantare a suo modo alcuni classici: “Meraviglioso” di Modugno diventa “Non tanto male”, “Sei bellissima” della Bertè diventa “Sei passabile”, “Ti amo” di Tozzi diventa “Ti stimo” e “Vorrei incontrarti fra cent’anni” di Ron e Tosca diventa “Vorrei incontrarti fra mezz’ora”. E avanti così a ridere sulle parodie di vizi e virtù degli italiani. Si diverte e diverte quando interpreta l’italiano di una volta per cui il caffè con la moka era un rito, mentre oggi per farti un caffè con le cialde ci si deve presentare davanti alla macchina con lo sguardo accattivante di George Clooney «In un minuto potrei farmi 6 caffè». 

Alla fine c’è l’omaggio all’Italia. «Noi siamo italiani, i problemi ci sono ma noi ne usciamo sempre perché conosciamo l’arte dell’arrangiarci, siamo stupore e fantasia» dice il comico, che poi canta una canzone interpretando in chiave moderna un pezzo di inno di Mameli. Poi saluta tutti indossando una maglietta con scritto “Grazie Ancona” e parte un video di Fiorello che gira per Ancona, incontrando fan e visitando attrazioni come il Passetto, piazza del Papa, le 13 cannelle, l’università e in generale il centro storico. 

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