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Indesit: la Fiom chiede lo stato di calamità industriale

Una provocazione lanciata dal segretario Fiom Giuseppe Ciarrocchi, dopo l'allarme che è suonato nel territorio fabrianese e non solo. Ciarrocchi parla di una crisi epocale da cui non ci si riprenderà per decenni

Per l'Indesit, la Fiom chiede lo stato di calamità industriale. La proposta, anzi la provocazione (visto che uno stato di calamità del genere non esiste) arriva dal segretario regionale Giuseppe Ciarrocchi. Una richiesta che arriva dopo il nuovo piano industriale annunciato dalla società solo qualche giorno fa. Un piano che prevede 1.425 esuberi e la chiusura di uno dei due stabilimenti fabrianesi, quello di Melano. Una situazione che ha provocato proteste e che ha messo in allarme anche il governatore Spacca, che ieri ha raggiunto telefonicamente Marco Milani, top manager dell'azienda.

Una richiesta che dunque non èuà che essere una mera provocazione? “Provocazione ma non tanto –  ha detto Ciarrocchi -  Qualcuno mi ha già detto che non esiste il piano di calamità industriale ma siamo sicuri? Se andiamo a vedere quello che sta succedendo in quel territorio, davvero non si può parlare di un'invocazione ad uno stato di calamità? C'è troppo silenzio sociale e istituzionale. Stiamo guardando troppo i piccoli episodi. Dico questa cosa dello stato di calamità perchè c'è assoluto bisogno di provare qualcosa che non è mai stato provato. C'è un processo di impoverimento che non è solo a livello industriale ma anche sociale.” ha ribadito Ciarrocchi, che parla anche della proprietà e della dirigenza della Indesit: “La famiglia non mi pare stia continuando ad esercitare la lunga e nobile tradizione precedente. Non mi sembra che siamo a quell'altezza. Anzi mi pare che si sia defilata, lasciando spazio ad un management con pochi scrupoli”.

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