Finestre e tapparelle abbandonate in zona Parco del Conero, la protesta corre sui social

A pochi metri da lì sorge una villetta che sta effettuando dei lavori di ristrutturazione. Ma il proprietario ha precisato come lui, con quei rifiuti, non c'entra niente e anzi è tra chi da tempo denuncia quello scempio

Rifiuti abbandonati in via Santa Margherita

Vecchie finestre e tapparelle abbandonate lungo via Santa Margherita. Siamo in piena area Parco del Conero. E la protesta corre sui social network. La denuncia è stata lanciata stamattina (1 febbraio) su Facebook da un’anconetana, che ha contato ben 32 finestre con relative persiane avvolgibili, abbandonate in mezzo al verde pubblico. I rifiuti, apparentemente lì da molto tempo, si trovano lungo una stradina che inizia tra i civici 31 e 33, sul lato che guarda al mare. Camminando lungo il sentiero stretto e sterrato si incontrano subito una decina di finestre in legno con vetri (in alcuni casi rotti) e alcune tapparelle, appoggiate dove sorge un piccolo canneto. Un’area pubblica, in zona Conero dove a volte vanno anche a giocare i bambini, almeno stando a quanto raccontano da alcuni passanti. Proseguendo lungo il sentiero si incontrano altre finestre abbandonate e ancora tapparelle. E l’impressione è che quei pezzi di legno siano lì da parecchio tempo perché è chiaro come la vegetazione sia cresciuta intorno alle finestre. Non solo, perché alla fine del sentiero si arriva ad un’area dedicata agli orti, sotto al ponte che attraversa il quartiere Pietralacroce. Ed è proprio in alcuni di quei pezzetti di terra, messi a coltivazione, che si ritrovano alcune di quelle stesse finestre, usate per sostenere reti e canne di bambù sulle quali dovrebbero crescere le coltivazioni. 

A pochi metri da lì, sorge una villetta che sta effettuando dei lavori esterni di ristrutturazione, ma il proprietario, un 60enne di Ancona, ci ha precisato come lui, con quei rifiuti, non c’entra niente: «La mia abitazione non c’entra nulla perché stiamo facendo lavori di semplice riverniciatura esterna. Anzi io e altre persone abbiamo cercato di protestare da tempo. Qui ci vengono i bambini a giocare, compresa mia figlia piccola. Io non so di chi sia tutto materiale, ma tempo fa avevamo parlato con alcuni dei proprietari degli orti, che ci avevano detto di essere intenzionati ad usate le finestre per fare delle serre artigianali. Ma alla fine sono mesi che questo degrado è rimasto tale».

Altri residenti hanno anche segnalato come proseguendo per la strada che porta alla scalaccia, si arriva ad una strada sterrata dove sarebbero stati accumulati scarti di lavorazione edilizia, proprio in mezzo alla vegetazione. Ma di quegli scarti non c’è traccia. Forse anche perché tempo fa, a seguito di alcune segnalazioni, ci sarebbe stato anche un sopralluogo della del Corpo Forestale.

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