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Cronaca

Fileni ribatte a Report: «Servizio sbilanciato, siamo bio e antesignani della sostenibilità»

Non si è fatta attendere la risposta dell’industria marchigiana delle carni avicole a seguito del servizio andato in onda l’altra sera su Report. L’inchiesta avrebbe messo in discussione l’effettiva denominazione bio dell’azienda e il trattamento degli animali negli stabilimenti

ANCONA - «Teniamo a ribadire che tutto ciò che dichiariamo bio è bio, ciò che dichiariamo senza ogm è senza ogm, ciò che dichiariamo allevato all’aperto è allevato all’aperto» si legge in una nota stampa inviata dagli uffici della Fileni. La nota industria della Vallesina di prodotti avicoli è stata protagonista ieri sera (9 gennaio) di un servizio andato in onda all’interno della trasmissione televisiva Report in cui sono state mostrate alcune pratiche che metterebbero in dubbio l’effettivo rispetto dei termini per la denominazione bio e contestualmente il trattamento degli animali negli stabilimenti. Le immagini riprese dalle telecamere della onlus Lav in difesa degli animali, infatti, hanno immortalato alcuni operatori intenti a sopprimere a calci, o con la torsione del collo, alcuni polli e poi lanciare le carcasse agonizzanti a terra. «Siamo dispiaciuti per le modalità con cui sono stati rappresentati molti aspetti che avrebbero dovuto essere spiegati e raccontati dal servizio in modo più bilanciato, ascoltando anche le nostre ragioni - riprende il comunicato - siamo pronti a recepire, laddove ci siano, elementi di miglioramento e intervenire su singoli episodi di comportamento che non riflettono la nostra cultura aziendale, a partire dal benessere animale».

Antesignani della sostenibilità 

Tra gli appunti che l’azienda tiene ad osservare rispetto ai contenuti del servizio c’è quello che si cerca di fare emergere quale fiore all’occhiello dell’industria stessa: «La nostra azienda è cresciuta in Vallesina, da sempre luogo di allevamenti da reddito, dove abbiamo riconvertito o ampliato vecchie fattorie già dedicate a polli, a suini o a bovini, riducendo al minimo il consumo di suolo - prosegue la nota -. In questo senso, siamo stati antesignani di quella che oggi viene definita sostenibilità. Questo percorso ci ha portato ad affiancare alla produzione convenzionale, sin dal 2000, la più importante linea di carni biologiche in Italia, prima con marchi diversi da Fileni e nel 2014, con la linea Fileni Bio (registrato a livello Ue), che oggi può contare su oltre il 30% dei ricoveri destinati all’allevamento della nostra filiera. Una scelta volta non solo a garantire la massima condizione di benessere degli animali, ma anche un altrettanto prioritario impatto positivo sul territorio e sull’ambiente». E ancora: «Climate Neutral (scope 2) sin dal 2020 - specifica la nota - con la compensazione di tutte le emissioni dirette del Gruppo, nel 2021 abbiamo raggiunto un’altra tappa importante con la trasformazione in Società Benefit, la firma del Climate Pledge con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette totali entro il 2040 e la sottoscrizione, come prima Azienda italiana, dello European Chicken Commitment, una serie di standard concordati a livello europeo riguardanti il benessere animale. Nel 2022, poi, siamo diventati la prima azienda B Corp al mondo nel suo settore». 

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