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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Massacrato dai bulli, la mamma Patrizia Guerra denuncia: «È la terza volta»

Parla la madre della vittima che aveva deciso di rivolgersi all'associazione City Angels per portare maggior sicurezza nelle strade. Ieri la telefonata dai sanitari che l'avvisava di una nuova aggressione al figlio

Gli hanno spaccato una radiolina in testa e poi, vedendo che non reagiva ai colpi, gli hanno rotto il sopracciglio e fratturato il naso. È finito di nuovo in ospedale il 17enne che ieri è stato brutalmente assalito da un gruppo di sei bulli alla fermata dell’autobus in piazza Ugo Bassi. E' la terza volta che la famiglia della vittima si trova a denunciare alle forze WhatsApp Image 2021-12-05 at 17.00.10 (1)-2dell'ordine con la speranza di avere pace e giustizia. «Siamo stanchi di parole – dice Patrizia Guerra, mamma del 17enne assalito dal branco – ora servono i fatti e pene esemplari. Questa mattina ci siamo trovati nuovamente a sporgere denuncia. La magistratura deve muoversi per mio figlio e per tutte quelle vittime silenziose che ogni giorno subiscono queste violenze. Sono delusa e arrabbiata: la prima volta che è stato picchiato aveva 14 anni, poi ancora altre due aggressioni da allora. Cos’altro deve succedere? Scapparci il morto forse». Prosegue: «Se la prendono con lui perché è buono. Loro sanno chi devono colpire: li tengono d'occhio, li minacciano e poi picchiano le loro vittime». 

Il 24 settembre scorso il 17enne era stato aggredito e rapinato all’interno dei bagni pubblici in piazza Roma. La procura minorile di Ancona aveva aperto un fascicolo sulla brutale aggressione di quel giorno. Con coraggio la mamma Patrizia aveva deciso di rivolgersi all’associazione dei City Angels di Milano, con l’obiettivo di portare anche ad Ancona i volontari che aiutino le forze dell’ordine a mantenere la sicurezza in zone a rischio della città e aiutino anche le vittime di criminalità. La donna questo fine settimana aveva lasciato il figlio dai parenti ed era andata a Milano per seguire il corso dell'associazione quando è arrivata la telefonata del 118 che avvisava i genitori dell'avvenuta aggressione. «Gli hanno dato 30 giorni di prognosi». Poi aggiunge: «Temo che questi raid siano una specie di rito d’iniziazione per chi vuole entrare nei loro gruppi. Cambiano le facce ma il modo di attaccare è sempre lo stesso. Uno picchia e gli altri guardano. Anche le altre volte era successo così. Vogliamo che si prendano provvedimenti quanto prima, si facciano le accurate indagini e si applichino pene esemplari per questi personaggi».

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