Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Picchia e deruba un anziano, fermato il padre del killer di via Crivelli

L'uomo è stato fermato per gravi indizi di colpevolezza insieme al cognato. Gli investigatori li ritengono responsabili della rapina del 28 novembre ai danni di un 85enne 

I malviventi aspettano il prelievo di denaro da parte dell'anziano

«Vi dovrebbero dare una medaglia, perché da quando sono ad Ancona non sono mai riusciti ad arrestarmi». A parlare così ieri mattina agli agenti della squadra Mobile è stato Carlo Tagliata, 48 anni siracusano e padre di Antonio, il 20enne condannato in primo grado per il duplice omicidio di via Crivelli del 7 novembre 2015. Tagliata padre è stato fermato dai poliziotti insieme al cognato, Mario Balì, con l’accusa di rapina aggravata in concorso. I due, il 28 novembre scorso, avrebbero afferrato per il collo un 85enne anconetano che aveva appena prelevato 700 euro da uno sportello Atm. Entrambi si trovano in carcere e domani è prevista la convalida da parte del gip. Su entrambi, ha spiegato in conferenza stampa il capo della Mobile Carlo Pinto senza fornire le generalità dei due, pendono gravi indizi di colpevolezza: sono stati sorpresi dagli agenti nella stessa banca di piazza Ugo Bassi con addosso alcuni dei vestiti immortalati dalle videocamere di sorveglianza venti giorni fa. Dalla perquisizione domiciliare sono emersi anche altri abiti che i due avrebbero indossato proprio il giorno della rapina.  

La ricostruzione e l'indagine

Ore 10,30 circa, banca Unicredit di piazza Ugo Bassi. L’85 enne preleva dallo sportello Atm 700 euro. Un errore, come spiegato da lui stesso agli investigatori, perché in realtà voleva prelevare solo 200 euro. Al momento del prelievo non si era accorto dei due individui appena dietro di lui. Una volta uscito dall’istituto di credito, l’uomo si è incamminato in direzione Vallemiano. Ha percorso il sottopasso che sbuca davanti alla sala Bingo, poi ha imboccato via Bentivoglio dirigendosi verso casa. Ancora non sapeva di avere alle calcagna i due rapinatori, che lo hanno sorpreso proprio in quella via appartata e isolata dal traffico stradale. Uno dei due ha afferrato l’anziano per il collo e lo ha costretto a farsi consegnare i soldi. Poi la fuga. Dal prelievo era passato circa un quarto d’ora. L’anziano, dopo la denuncia in questura, è stato affidato alle cure del pronto soccorso (sette giorni di prognosi). I due se la sono data a gambe non sapendo che una serie di videocamere li aveva ripresi lungo tutto il percorso e anche nella fuga. I fotogrammi sono stati analizzati dagli agenti della Polizia Scientifica coordinati dal dirigente Massimiliano Olivieri, e le comparazioni fotografiche hanno messo gli investigatori fin da subito sulle tracce di Tagliata e Balì, entrambi pluripregiudicati. Ieri mattina, alle 11, i due sono stati sorpresi nella stessa banca di piazza Ugo Bassi e gli agenti non escludono che fossero pronti a ripetere la rapina nei confronti di qualcun altro e con le stesse modalità. Tagliata, residente ad Ancona da diversi anni, non si è mostrato sorpreso della presenza dei poliziotti della Sezione Rapine, con cui si è perfino complimentato. La palla passa ora al giudice per le indagini preliminari che dovrà vagliare gli elementi raccolti dagli investigatori e decidere sull’eventuale convalida dell’arresto. Tagliata si trova in una sezione maschile dedicata di Villa Fastiggi e Balì nel carcere di Montacuto. 

«Individui dall’alto spessore criminale»

Su entrambi pendono precedenti penali per gravi reati. «Quando abbiamo fatto l’arresto abbiamo dovuto adottare tutte le attenzioni per la sicurezza del personale e di chi stava nella piazza, perché si tratta di soggetti dallo spessore criminale molto elevato, questo lo diciamo noi e lo dicono le carte- ha spiegato Pinto durante l’incontro con la stampa- sono soggetti che sono già stati già in galera per reati tra cui omicidio, rapina, furto, estorsione e detenzione di materiale esplosivo. Questo per farvi capire di che tipo di spessore criminale parliamo». Nel 1987 Carlo Tagliata fu accusato dalla procura di Siracusa, in concorso con altri, di un delitto a sfondo passionale e nel 2005 fu coinvolto nell’indagine della Procura di Ancona, poi archiviata, per l’omicidio del custode del cimitero di Taverenelle, Mario Bonfitto. Manfredo Fiormonti, avvocato del foro di Roma che assiste Tagliata, non è entrato nel merito della vicenda: «Lo assisto io, ma non ne so ancora nulla»


 

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