Coldiretti alla Regione: «Ripristinare controlli e selezione della fauna selvatica»

Un allarme lanciato da Coldiretti nei giorni scorsi anche attraverso una missiva diretta alla Regione Marche per denunciare danni alle coltivazioni definiti “sempre più ingenti ed irrecuperabili”

foto di repertorio

ANCONA - Campi devastati dal passaggio dei cinghiali. Non una novità per le campagne marchigiane ma la situazione, con il blocco delle attività di controllo e contenimento a causa dell’emergenza sanitaria, è peggiorata. Un allarme lanciato da Coldiretti nei giorni scorsi anche attraverso una missiva diretta alla Regione Marche per denunciare danni alle coltivazioni definiti “sempre più ingenti ed irrecuperabili”. Il conto rischia di diventare salatissimo. Non che prima dell’emergenza fosse a buon mercato. Coldiretti Marche ha stimato, su dati del Report faunistico venatorio regionale, danni per 2,5 milioni di euro tra 2013 e 2017.

Circa 2 milioni sono stati causati proprio dai cinghiali. E ora le scorribande, in assenza di controlli, sono aumentate con gli animali che si spingono fino sotto le abitazioni in una situazione davvero fuori controllo. La richiesta di Coldiretti Marche è di far riavviare “sin da subito le attività di controllo e contenimento, al fine di non mandare in fumo tutto il prezioso lavoro svolto”. Alcuni agricoltori si sono attrezzati con reti elettrificate ma il rischio per semine dei prossimi mesi è altissimo: i dati degli anni passati indicano che circa il 70% delle incursioni avviene su girasole e cereali.

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