Cronaca

Fase 2, l'Ordine degli Architetti di Ancona: «Per i cantieri troppe incertezze»

E' questo il commento di commenta Donatella Maiolatesi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Ancona

Donatella Maiolatesi

ANCONA - E' iniziata oggi la sospirata fase 2, quella che vedrà lentamente ripartire le attività produttive dopo il blocco quasi totale dovuto all’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus. Tra queste ci sono anche i cantieri: dal 4 maggio infatti potranno riaprire tutti, anche quelli privati.

«Se è vero che riaprire è una buona notizia per un settore in ginocchio - commenta Donatella Maiolatesi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Ancona - come quello dell’edilizia, dall’altra parte è evidente a tutti che si riprenderà a lavorare in condizioni molto difficili e poco sostenibili per lavoratori, professionisti e aziende del settore. Che dovranno fare, sostanzialmente, da cavia. Non ci riferiamo tanto alle profonde trasformazioni che dovranno subire i cantieri stessi, né alla riorganizzazione del lavoro per consentire il rispetto delle distanze di sicurezza. Difficoltà, queste, che ogni attività produttiva e lavorativa dovrà affrontare e che sono convinta si potranno superare con l’impegno di tutti. Quello che ci inquieta è il fatto che, in base agli accordi tra ministero e parti sociali, contrarre il Covid-19 in cantiere verrà considerato a tutti gli effetti un infortunio sul lavoro. Questo potrebbe portare a conseguenze anche di tipo penale per due figure: il direttore dei lavori e il coordinatore della sicurezza. Come si potrà capire se il lavoratore è stato contagiato proprio in cantiere? E anche ipotizzando che questo sia possibile, come si può pretendere che direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza possano prendersi responsabilità per qualcosa che non possono controllare? Qui non si tratta di verificare che un operaio metta il caschetto protettivo ma di qualcosa di molto più sfuggente. È ben noto a tutti che anche gli asintomatici possano trasmettere il virus: dobbiamo per questo far lavorare i professionisti con la spada di Damocle di un possibile procedimento per lesioni personali gravissime, o magari omicidio colposo?” si chiede la presidente dell’Ordine degli Architetti di Ancona. Ci auguriamo che il governo possa affrontare la questione: l’incertezza che pende su professionisti e imprese è tale che, in alcuni casi, alcuni cantieri potrebbero non riaprire mai più. Test sierologici e tamponi a tappeto: sono già due strumenti che aiuteranno il Paese a ripartire con maggiore tranquillità. Ma nell’attesa che siano pronti, non è accettabile scaricare il rischio su chi manda avanti l’economia».

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