Nonna coca e i suoi figli: sgominata la Dinasty dello spaccio

Maxi operazione dei carabinieri: 7 persone arrestate, altre 4 denunciate a piede libero per un giro di droga in pieno centro. I dettagli dell’operazione “Otto sotto un tetto”

Una scena di spaccio ripresa dai carabinieri

Un’intera famiglia dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Cocaina e hashish, soprattutto, che arrivavano anche ad Ancona partendo da un appartamento del centro cittadino di Falconara. Scambi continui tenuti d’occhio dai carabinieri della Tenenza nel corso di un’indagine durata mesi e nel corso della quale non è mancato l’ausilio dei colleghi del Norm di Ancona. Le manette sono scattate questa mattina al termine del blitz nella super casa, durante il quale sono state notificate 7 misure di custodia cautelare per reati che vanno dallo spaccio di droga in concorso all’estorsione e alla violazione dell’obbligo di dimora. Dall’alba di questa mattina le gazzelle dei carabinieri hanno fatto la loro comparsa in via Fratti a Falconara dove viveva un 32enne di origine albanese, ritenuto di dominus del sodalizio. Secondo le indagini affidate dal pm Rosario Lioniello ai carabinieri, agli ordini del tenente Michele Ognissanti, l’uomo era il capofamiglia. Con lui, a dare una mano per movimentare le dosi anche per via di una sorveglianza speciale che ne limitava i movimenti, c’erano il fratello di 29 anni, la madre di 64 anni, ribattezzata “la Nonna” per la presenza in casa di quattro figli della coppia tra i 2 e i 6 anni, e la moglie 36enne, già arrestata e condannata un paio di anni fa sempre per spaccio. Tutti e “Otto sotto un tetto”, come è stata ribattezzata l’operazione, in quel di via Fratti. Da febbraio a oggi sono stati riscontrati oltre 100 episodi di spaccio. La droga veniva nascosta fuori casa, nella strada privata dietro il palazzo dell’Asur che collega via XX Settembre con via Marsala. Là, di fianco a un’auto abbandonata (il cui proprietario è risultato estraneo alla vicenda), verso la fine dell’asfalto la banda aveva trovato un po’ di terriccio perimetrale dove era stata ricavata una piccola buca dove nascondere dosi già confezionate. Quando arrivava l’ordinativo bastava scendere, prendere quanto richiesto e raggiungere il luogo dello scambio. In qualche caso anche la Nonna andava in strada per effettuare la consegna e riscuotere il pagamento. Nonna che non esitava a salire in auto con la droga e, accompagnata dal figlio minore, si recava anche fuori città. Non mancano episodi di estorsione: come quando un 24enne chiaravallese, in debito per 6mila euro per droga presa e non pagata, si era sentito minacciare fisicamente se non avesse onorato. Minacce ventilate anche nei confronti della fidanzata del moroso, coetanea della stessa e, per di più, in dolce attesa.

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A spalleggiare la famiglia c’erano anche altre persone. Un senegalese, lo stesso arrestato lo scorso agosto durante la Notte Bianca Kids, e una 35enne originaria di Jesi. Quest’ultima, sposata con un rom, era incaricata del recupero crediti. Si presentava a riscuotere dai morosi e bastava presentarsi come “moglie di” per incutere timore e farsi pagare. A completare la banda c’era anche un altro albanese, un 56enne considerato il tesoriere della famiglia, sua moglie, connazionale di 57, un’altra coppia, brasiliana di 27 anni lei e marocchino di 34 lui e la 21enne rom fidanzata con il fratello del capofamiglia. Le porte di Montacuto si sono aperte per il capofamiglia, il fratello e il senegalese. Ai domiciliari invece la Nonna, la moglie del boss (al quale viene contestato un ruolo di vicariato in assenza del marito, in particolare sui clienti a quali concedere o meno credito) e l’esattrice jesina mentre il tesoriere è stato raggiunto da un obbligo di dimora. Denunciati a piede libero gli altri. Diverse sono gli arresti effettuati anche nei mesi scorsi contro gli indagati. Oltre al senegalese, sempre ad agosto, era stata arrestata la brasiliana trovata in auto con un chilo di hashish. A ottobre, invece, il marocchino aveva violato l’alt speronando l’auto dei carabinieri e tentando nella fuga di investire un militare. Il sindaco Stefania Signorini è intervenuta complimentandosi con i carabinieri. «Ancora una volta – afferma il primo cittadino – esprimo i miei complimenti ai carabinieri di Falconara, che grazie a un’indagine serrata e accurata hanno smantellato una rete di spacciatori che vivevano in città, eseguendo misure cautelari per gran parte di loro. I militari della Tenenza cittadina, guidati dal comandante Michele Ognissanti, hanno messo fine a un giro di spaccio che coinvolgeva un gran numero di acquirenti e cui erano associati anche episodi di estorsione verso chi non pagava. Così è stata ripristinata la vivibilità delle piazze cittadine. Grazie alla presenza costante sul territorio i carabinieri falconaresi hanno già portato a termine operazioni importanti a garanzia della sicurezza della comunità, come quelle che hanno permesso di arrestare gli estorsori che avevano preso di mira due commercianti».

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