Sandro ha vinto il virus, la nipote: «Finalmente potrà tornare nella sua campagna»

Il giorno prima di essere dimesso dall'ospedale ha avuto un tracollo ed è stato intubato. Il calvario è durato 40 giorni. Ora sta bene: merito della sua forza di volontà e dei medici dell'ospedale di Senigallia

Un incubo lungo quaranta giorni prima di tirare finalmente un sospiro di sollievo. Giovedì 23 aprile Sandro, anconetano di 74 anni, è uscito dall'ospedale di Senigallia e sta bene. Il tampone ora è negativo. Ma la sua è stata una lotta durissima, combattuta sempre con la sua famiglia a fianco. 

Sandro a marzo si è ammalato di Coronavirus e nel giro di pochi giorni è peggiorato così tanto da dover essere intubato all'ospedale di Senigallia. I fatti si svogono in maniera velocissima per quest'uomo con il ciclismo nelle vene e la campagna nel cuore: si trovava a Marina di Montemarciano dalla sua compagna quando inizia ad avere una brutta tosse, poi arriva la febbre. Il medico di base non può fargli visita e gli prescrive delle medicine per una comune influenza. La situazione peggiora, arriva all'ospedale di Senigallia, viene attaccato all'ossigeno. Rimane in ospedale per due settimane e le cose sembrano andare meglio, finché, il giorno prima di essere dimesso, la situazione precipita: «I medici lo hanno intubato perchè non respirava - spiega Valentina, sua nipote - ci hanno detto che era molto grave. Tutti pensavano che non avrebbe superato la prima notte». 

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La tragedia di Sandro è anche quella della sua famiglia che per giorni è rimasta in un limbo, appesa soltanto ad una sottile speranza. «Quando si è svegliato dal coma - prosegue la nipote - non potevamo crederci, è raro che accada per una persona in sù con l'età. All'inizio eravamo spavantati perché non sapevamo se ci avrebbe riconosciuti. I primi giorni non parlava, ma quegli angeli dei medici ci hanno fatto comunicare con lui tramite un tablet. Lui indicava con il dito, piangeva e per noi era un colpo al cuore». Giorno dopo giorno Sandro si è ripreso dalla malattia, finché non è giunta l'ora, il 23 aprile, di uscire dall'ospedale: «Ora è negativo - conclude Valentina - e sta molto meglio, in pochi giorni ha fatto dei progressi enormi ed è tutto merito della sua grande forza di volontà. Era solo in quella stanza, ed è riuscito ad uscirne. Ora nonno ha ancora la voce un po' roca, deve prendere delle medicine, ma l'importante è che sia qui con noi. Lui è forte e ne uscirà alla grande. Per capire il suo temperamento basti pensare che stamattina voleva venire a passeggiare con me in campagna. Non vede l'ora di tornare a passeggiare, ma dovrà aspettare ancora qualche giorno». 

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