Fallimento Indelfab, la Cgil: «Solo le istituzioni possono evitare disastro sociale»

Per i lavoratori, quasi 600 tra gli stabilimenti di Fabriano nelle Marche (294) e Colle di Nocera in Umbria (272), si apre il baratro del licenziamento

Lo stabilimento (credit Cgil Umbria Facebook)

FABRIANO - «Lo scenario peggiore, quello che andava scongiurato, si è invece materializzato: la Indelfab, ex Jp Industries, a sua volta ex Antonio Merloni, il più grande gruppo industriale di elettrodomestici per conto terzi d'Europa, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Ancona. Per i lavoratori, quasi 600 tra gli stabilimenti di Fabriano nelle Marche (294) e Colle di Nocera in Umbria (272), si apre il baratro del licenziamento». Così una nota di Cgil Umbria.

«La cassa integrazione per cessazione -spiega il sindacato- terminerà infatti il prossimo 15 maggio, con al massimo sei mesi di proroga, ma poi ci sarà solo la mobilità e la disoccupazione per l'intera forza lavoro». «A questo punto solo le istituzioni possono evitare il disastro sociale - afferma Luciano Recchioni, lavoratore della ex Merloni di Colle di Nocera e storico delegato sindacale Fiom - servono soluzioni non solo per la nostra fabbrica e per il nostro futuro, ma per l'intero territorio, da troppo tempo in un vortice di declino drammatico». «Ci appelliamo in primis alla Regione dell'Umbria e all'assessore allo Sviluppo Economico, affinché prendano davvero in mano questa vicenda - continua Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia - le risorse economiche a disposizione ci sono, circa 5 milioni di euro, più quelle dedicate alle aree interne, e c'è una condizione di gestione pubblica di questa fase, visto che i commissari riprenderanno in mano il sito, che va sfruttata. Serve però un progetto vero per le 270 persone che ancora insistono in questo stabilimento».

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