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L'incompiuta alle porte della città acquistata da un gruppo di imprenditori, ripartono i lavori

Circa 7mila metri quadrati tra negozi, appartamenti e parcheggi, bloccati da un decennio per il fallimento dell'impresa edile, torneranno presto a vivere

Da ex fabbrica di bitumi che ha lasciato il terreno inquinato a tentativo naufragato, causa crisi, di una riqualificazione immobiliare. L'area che un tempo ospitava la ditta di bitumi Dear, poi acquisita da Edilverde, tra via Baldelli e via Buozzi, abbandona finalmente il prefisso "ex" dopo il passaggio di proprietà a un gruppo di imprenditori di Tivoli (Roma) che hanno acquisito tutti i circa 7mila metri quadrati nell'ambito del concordato preventivo della Edilverde. Ieri la stipula dell'atto notarile dopo la vendita a lotto unico bandita dal commissario liquidatore nominato dal Tribunale Fallimentare di Ancona, Michele Cortucci. Gli imprenditori tiburtini, già operativi in vari settori tra cui quello edile e immobiliare, hanno unito gli sforzi e costituito la Sgm Falconara Srl. L'intenzione è quella di avviare già a settembre il cantiere per terminare le opere e poi mettere sul mercato – in vendita o in locazione – gli spazi. A tessere le fila della trattativa è stato l'avvocato Lorenzo Mondini, legale di Edilverde e presentatore del piano di concordato preventivo omologato. 

L'area è composta da da 5mila metri quadrati tra residenze, locali commerciali e artigianali, uffici e 2mila metri quadrati di parcheggi. L'edificio principale è costituito da 5 piani. Il parcheggio è sul lato opposto di via Buozzi e ha un piano sotterraneo. La parte a livello strada, secondo il progetto originario, sarebbe andata al Comune a scomputo delle opere di urbanizzazione. Parliamo della preistoria, tuttavia. Il cantiere, iniziato con i migliori propositi, si rivelò molto più complicato del previsto. Nel 2005 tutta l'area finì sotto sequestro da parte del Corpo Forestale dello Stato perché il terreno presentava metalli pesanti e idrocarburi. Venne riconsegnato solo nel 2008, in piena crisi. Cantiere fermo. Immobili vuoti e mura nelle mani di imbrattatori. E via Buozzi, per giunta, chiusa all'interno del perimetro di sequestro e tutto il traffico costretto a passare in centro. Il primo passo verso la normalità nel 2009 con il sindaco Brandoni che riuscì a farsi dissequestrare la strada e renderla di nuovo fruibile. Ora, lo sperato rilancio.

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