Falda inquinata, la Regione non risponde: i cittadini si pagano le analisi

Il prelievo in un pozzo privato a Falconara mostra valori di manganese superiori del 680%. Il campione analizzato in un laboratorio privato. Ondaverde: «Vogliamo indagine ufficiale»

Manganese. In quantità superiore del 680% rispetto ai limiti stabiliti dalla legge. Una concentrazione trovata in un pozzo privato a Villanova di Falconara, a meno di 20 metri dall'ex area Antonelli già presa in esame mesi fa perché all'interno del Sito inquinato di Interesse Nazionale con i carotaggi dell'Arpam che avevano evidenziato la presenza di idrocarburi, tetracloroetilene e, anche in questo caso, manganese. Le mappe dell'inquinamento risultanti evidenziavano a cerchi concentrici uno sconfinamento oltre il muro dell'area Antonelli in direzione dei binari ferroviari e per questo è stato chiesto a Rfi di fare la sua parte. Ai Comitati Cittadini, tuttavia, non è bastato. Autotassandosi, si sono rivolti a un laboratorio privato che ha analizzato un campione di acque di falda proveniente da un pozzo privato. «In commissione Ambiente della Regione avevamo chiesto di approfondire gli studi anche nelle aree private residenziali - spiega Loris Calcina di Ondaverde – ma la mancanza di riscontro a tutt'oggi a quella richiesta ci ha indotto a muoverci da soli. Invieremo i risultati delle analisi direttamente al Ministero dell'Ambiente, con la richiesta di ripeterle ed estenderle al cancerogeno tetracloroetilene che è risultato copiosamente presente nelle acque di falda dell'area Sin. La comunentazione sarà inviata anche in Comune e in Regione con spirito di collaborazione. Il nostro è un indizio che chiede di essere indagato».

Quest'ultimo, il tetracloroetilene, un solvente per metalli, non è stato trovato nel pozzo privato. Il proprietario aveva in passato segnalato in Comune (alla Commissione Ambiente) l'opportunità di indagare anche nel quartiere. A quanto riferito ai comitati, la sua acqua viene utilizzata solo per i fiori del giardino. Il pericolo per i residenti potrebbe arrivare, ad esempio, mangiando verdura irrigata con l'acqua contaminata. Il prelievo è stato effettuato a 1,5 metri di profondità (e non 6 come in quelli Arpam) lo scorso 29 settembre. Per finanziarla i cittadini hanno pagato, di tasca propria, circa 200 euro. Difficile stabilire se le fonti di inquinamento siano ancora attive o se la loro la provenienza deriva dai precedenti utilizzi di quelle aree. L'area Antonelli, negli anni '50, fungeva da deposito carburanti della Shell. Oggi è utilizzata come magazzino del settore Lavori Pubblici del Comune e, in parte, come area pubblica (ora chiusa in attesa di bonifica). «La direzione di deflusso dell'acqua di falda – conclude Calcina - sembra sempre più indicare un trasporto di inquinanti da aree differenti dello stesso Sin poste a monte del quartiere Villanova: dal sottopasso ferroviario di proprietà di Rfi verso l'area pubblica del quartiere ed ora, almeno per il manganese, anche verso le abitazioni».

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