Falconara, schiaffi e spintoni agli studenti disabili: sotto accusa due insegnanti

Le due insegnanti, di fronte agli inquirenti, si sono difese sostenendo che non ci sarebbero mai state violenze. Ma restano le accuse di maltrattamenti su minori dopo che il pm ha chiuso le indagini preliminari

Il Bignamini di Falconara

Studenti, giovani, disabili gravi. Schiaffeggiati, strattonati, derisi, fino ad essere ignorati, lasciati a se stessi per ore nelle difficoltà e in condizioni igieniche deprecabili. La Procura della Repubblica di Ancona ha chiuso le indagini intorno alla scuola speciale Bignamini, plesso dell'Istituto Comprensivo Falconara, dove i Carabinieri della Tenenza locale, guidati dal comandante Roberto Frittelli, hanno indagato per mesi, installando anche delle spycam all’interno delle aule. Le scene che si sono palesate ai militari avrebbero confermato i sospetti. Insegnanti che arrivavano la mattina, davano la colazione ai ragazzi e poi se ne andavano, abbandonando le aule, lasciano gli studenti a se stessi per ore. Poi se i ragazzini cominciavano ad urlare, erano botte. A volte anche vere torture psicologiche, come quando una maestra avrebbe cominciato a mangiare la mela sotto gli occhi di una sua studentessa, affamata e particolarmente ghiotta di quello stesso frutto. Ma tanto più i ragazzini si lamentavano, più i "metodi educativi" diventavano aggressivi.

Sotto accusa ci sono due insegnanti della provincia di Ancona con anni di esperienze educative alle spalle. Sarebbero state loro a a mortificare i minori con problemi psicomotori. Violenze fisiche e psicologiche quasi quaotidiane a cui hanno assistito altri dipendenti della struttura. Proprio dall'interno della scuola è partita la prima segnaalzione agli investigatori. Qualcuno non ha potuto più sopportare quanto capitava ogni giorno sotto i propri occhi e si è rivolto ai Carabinieri che, in gran segreto, hanno stretto il cerchio intorno alle due insegnanti. Nel frattempo le indagate sono state sospese dal servizio e ora sono state informate della chiusura della indagini del pm Ruggiero Dicuonzo. Formalmente sono accusate di maltrattamenti su minori

Tutto sarebbe cominciato nell’autunno del 2014. Le due donne avrebbero cominciato ad alzare le mani, tirando capelli, schiaffeggiando, spintonato. Ma il più delle volte hanno dimostrato il totale disinteresse per gli alunni con gravi deficit quando questi avevano bisogno di essere aiutati dagli educatori. E se si trovavano in uno stato di necessità, la reazione era di assoluto disinteresse. Dai filmati sarebbe emerso un caso in cui un alunno era cascato dal banco, incapace di rialzarsi da solo e sarebbe rimasto lì, a terra per ore come uno straccio da buttare, mentre le insegnanti erano in giro per la struttura senza apparenti motivi. Solo un inserviente passato lì per caso ha salvato il giovane da quella condizione indegna.

Ma le due insegnanti si difendono, rigettano ogni accusa e di fronte agli inquirenti avrebbero sostenuto che non ci sarebbero mai state violenze, solo avrebbero usato dei metodi educativi volti a spronare i ragazzini, ma mai violenze. Intanto il pm ha chiesto l’interdizione dal pubblico servizio per le due insegnanti che è stata rigettata. 

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