Cronaca Falconara Marittima

Propone sesso a un anziano e poi gli ruba la catenina, denunciata 25enne

Abbracci e baci al solo fine di mettere in atto un furto. L'uomo si è accorto solo arrivato a casa. Due mesi di indagini per identificare l'autrice

«Vuoi fare l'amore con me?» Questa la domanda, senza dubbi di interpretazioni, che un anziano falconarese si era sentito rivolgere due mesi fa mentre passeggiava lungo via Marconi. Interrogativo che, molto più semplicemente, nascondeva il tentativo – riuscito – di sfilargli la collanina d'oro che portava al collo. Colto di sorpresa dall'audacia della ladra, l'anziano non erano riuscito a rispondere ma si era ritrovato coperto d'abbracci e di baci. Aveva tentato di scansarla ma, una volta arrivato a casa, si era reso conto che gli era scomparso dal collo il monile con tanto di ciondolo.

Due mesi di indagini e i carabinieri della Tenenza di Falconara, agli ordini del comandante Michele Ognissanti, sono riusciti a individuare la presunta autrice del colpo. Si tratta di una 25enne originaria dell’Est Europa, ora denunciata con l’accusa di furto aggravato dalla destrezza e dall'età avanzata della vittima. Gli accertamenti dei militari dell'Arma hanno potuto contare anche su varie testimonianze dei residenti. Furto o truffa che sia, gli anziani restano nel mirino e sono la categoria più soggetta a questo tipo di episodi. Per questo dalla Tenenza hanno fornito una lista di consigli antitruffa che, qui di seguito, riportiamo integralmente. 

ATTENZIONE QUINDI A:

Falsi operatori delle forze dell'ordine. Polizia, carabinieri e guardia di finanza operano di norma in coppia e con divisa d'ordinanza. Prima di aprire la porta, è bene controllare il tesserino e verificare che in strada sia parcheggiata l'auto di servizio.

I truffatori in borghese. I truffatori normalmente vestono in borghese e si presentano vestiti in elegante. Di norma usano modi gentili ma molto decisi e cercano di confondere la vittima con le chiacchiere. Spesso conoscono il suo nome e fingono di conoscere anche i figli o altri parenti. Non aprire la porta a nessuno, senza prima aver controllato il tesserino di riconoscimento.

I funzionari degli enti. Enti come Inps, Inail e Asl non hanno personale che faccia visite a domicilio, quindi non bisogna aprire la porta a chi si presenta come ispettore per accertamenti. Aziende di servizi come gas, acqua e telefono non arrivano mai senza prima annunciarlo telefonicamente, specificando ora, giorno e le ragioni dell'intervento.

I volontari. Spesso i malintenzionati si presentano come volontari della parrocchia o di associazioni di beneficenza. È bene ricordare tuttavia che questi enti non inviano volontari porta a porta, sono invece soliti lasciare opuscoli nella cassetta della posta o avvisi negli androni del palazzo.

Pensione. Quando ci si reca a prelevare la pensione o a ritirare dei soldi al bancomat è opportuno evitare di andare durante l'orario di punta. Dopo il ritiro, attenzione a non farsi distrarre da sconosciuti mentre si maneggia il denaro. Non farsi convincere a dare le banconote a sedicenti dipendenti che dicono di voler controllare se l'importo è corretto.

Bancomat. Quando si deve effettuare un prelievo, è bene evitare di parlarne a voce alta nelle vicinanze. Al momento del prelievo, bisogna stare attenti che nessuno sia in grado di vedere il codice personale e, appena prelevato il denaro, non farsi distrarre. In ogni caso, è bene non tenere il numero di bancomat scritto sulla scheda per non dimenticarlo e nemmeno all'interno del portafoglio.

Uscite di casa. Quando si esce di casa, è bene camminare sul lato del marciapiede più lontano dalla strada per evitare che la borsa possa essere scippata da auto o motorini. Attenzione, però: se succede di venire derubati in questo modo, bisogna lasciare subito la presa della borsa, per evitare di cadere a terra e venire trascinati rimanendo feriti. Se ci si sente seguiti entrate nel negozio più vicino.

Il non ricordo. I truffatori si comportano sempre in modo gentile e spesso le vittime cadono nella trappola perché temono di risultare maleducate. In questi casi rispondere con un deciso "non ricordo" e dire che a breve arriverà un familiare.

Chiamare il 112 quando ci si sente minacciati, è importante chiamare subito aiuto, senza temere o vergognarsi. Meglio un falso allarme che una truffa subita.

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