Falconara, invalido vive al secondo piano senza ascensore: odissea per le visite

Succede alle case popolari di via Aleardi dove un 70enne in sedia a rotelle è costretto ad affrontare un'angusta scala a chiocciola a causa dell'assenza dell'ascensore. I vicini di casa avvertono l'Erap: «Non è nostra competenza»

L'uomo accompagnato per uscire di casa

Segregato sul suo pianerottolo. A meno che non ci sia qualcuno che, di peso, gli faccia attraversare una scala a chiocciola larga appena 80 centimetri e una seconda rampa di scale fino al piano terra. È quanto accade a un invalido di 70 anni residente nelle case popolari di via Aleardi, a Castelferretti. Stabile di proprietà del Comune ma gestito dall'Erap. L'uomo vive solo in un appartamento al secondo piano. Ad assisterlo, una badante. Ma nessun ascensore. I due funzionanti nell'edificio non hanno accesso al suo pianerottolo. L'altro, quello che gli servirebbe, nonostante la predisposizione della tromba non è stato mai installato. Davanti alle porte ai piani la gente ha accatastato vecchi mobili e altro ciarpame. Gli altri condomini hanno sempre utilizzato la stretta rampa, probabilmente realizzata come scala d'emergenza.

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Quando il 70enne deve sottoporsi a qualche visita medica, i volontari della Croce Gialla si arrangiano come possono. La carrozzina è troppo larga per la scalinata. La barella a sedia della Cg ci passa a malapena. Un tetris impensabile per una barella rigida, nel caso di un soccorso d'emergenza. Nonostante ci trovi al cospetto di una vera e propria barriera architettonica l'Erap, chiamato dai vicini di casa, ha risposto picche. I tecnici dell'ente regionale hanno effettuato un sopralluogo nel quale «non sono stati riscontrati segni evidenti di cedimenti o motivi che possano presumere, nell'immediato futuro, problemi di sicurezza delle scale. Il fabbricato è provvisto di certificato di abitabilità che ne certifica l'uso e la sicurezza fin dalla costruzione» si legge in una missiva inviata ai richiedenti dove Erap specifica inoltre di avere competenza negli interventi di manutenzione ma che il funzionamento dell'ascensore «è demandato all'autogestione del fabbricato». Avviliti per la risposta, i condomini si sono rivolti al Comune che ora sta valutando la situazione.
 

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