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l'ingresso dell'abbandonata caserma Saracini

l'ingresso dell'abbandonata caserma Saracini

Inquinamento anche al di là della Saracini, idrocarburi in pozzo privato

Ondaverde onlus finanzia l'analisi in un'area attigua all'ex caserma dismessa e trova valori superiori del 400% a quanto stabilito dalla legge: «Poca attenzione da Regione e Comune»

Ancora idrocarburi nelle acque di falda nella zona nord di Falconara. Anche stavolta riscontrati da un’analisi finanziata da Ondaverde onlus che, già in passato, aveva fatto analizzare un altro pozzo privato nel quartiere di Villanova. Questa volta siamo a Fiumesino. Terreno adiacente, sul retro rispetto alla Statale, all’ex caserma Saracini già “indagata” dal Comune che aveva riscontrato valori di alluminio, ferro, manganese e idrocarburi superiori a quanto stabilito dalla legge. Era il novembre del 2015. Il Comune, intenzionato a farsi cedere l’area dal Demanio, aveva effettuato questa indagine. Il risultato stoppò di fatto l’operazione visto che, per legge, la bonifica di un terreno spetta al proprietario (lo Stato in questo caso). Altri carotaggi erano stati effettuati all'Area Antonelli e all'ex Liquigas. Questa nuova analisi da forma ai sospetti: l’inquinamento sotterraneo, dovuto con ogni probabilità dal deposito carburanti a servizio della caserma militare, non si è fermato. «Nel prelievo dal pozzo privato del 1 giugno 2017 – spiegano da Ondaverde - è stata riscontrata una concentrazione di idrocarburi totali pari a 1.400 microgrammi per litro, un valore superiore del 400% alla Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) pari a 350». Inferiore a quello riscontrato all’interno della caserma (1732 e 2359 in due rispettivi carotaggi) ma pur sempre preoccupante. 

«La decisione di far effettuare l’analisi del pozzo privato in proprio (e con il consenso dei proprietari) – continuano gli ambientalisti - è stata indotta dalla mancanza di attenzione - da parte del Comune di Falconara Marittima e della Regione Marche - riguardo alla possibile migrazione dei contaminanti dalle aree inquinate a quelle residenziali». Ambientalisti che tornano a chiedere alla Regione di inserire la Saracini all’interno del Sin, Sito di Interesse Nazionale sottoposto a bonifica con fondi ministeriali. L’esito delle analisi sarà inviato ai Ministeri dell’Ambiente e della Salute, al Prefetto di Ancona, a tutti gli Enti e Amministrazioni locali. Il risultato delle analisi sarà consegnato alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività Illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate che domani (21 giugno) ispezionerà il Sin, che comprende anche l’area ex Montedison, e incontrerà anche i comitati Ondaverde e Mal’Aria. La missione marchigiana era prevista per fine aprile ma poi, con i lavori in aula legati alle legge elettorale, è stata posticipata. Della Commissione bicamerale, presieduta dal parlamentare dem Alessandro Bratti, fanno parte i marchigiani, anche loro Pd, Piergiorgio Carrescia e Mario Morgoni.

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