Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Falconara Marittima

Esalazioni tossiche, i cittadini in Prefettura: «Ognuno di noi ha il morto in casa»

600 famiglie rappresentate dalle associazioni Ondaverde e Mal'Aria hanno incontrato il Capo di Gabinetto della Prefettura per chiedere garanzie sull'analisi della qualità dell'aria

Un’ora di colloquio e l’appuntamento con le risposte fissato per la metà gennaio. 600 famiglie falconaresi, rappresentate dal comitato Mal’Aria e dalla Onlus Ondaverde, hanno incontrato stamattina il capo di gabinetto della Prefettura, Simona Calcagnini, per illustrare l’esito dell’indagine Arpam sui decessi e ricoveri tra il 2009 e il 2013 nell’area falconarese. Il dito è puntato contro le esalazioni delle aziende impegnate nel petrolchimico e nello smaltimento dei rifiuti responsabili, denunciano i cittadini, delle mortalità superiori alla media regionale e registrate (senza però stabilire esplicite cause e responsabilità) dalla stessa indagine Arpam.

Le richieste portate all’attenzione della Prefettura sono tre: la convocazione di un tavolo tecnico con il Ministero della Salute, il Ministero dell’Ambiente, la Regione Marche, l’Arpam e una rappresentanza di cittadini. All’autorità è stato anche chiesto di intervenire con misure mirate a garantire una più precisa raccolta e diffusione dei dati sulla effettiva tossicità delle esalazioni. Infine l’appello a congelare per almeno tre anni l’incremento delle attività produttive delle aziende indicate, insieme all’apertura di nuovi impianti. 

«Bisogna ripartire da un punto zero per poter dire “adesso cosa facciamo per la salute dei cittadini?”» commenta Loris Calcina, presidente di Ondaverde. «Riteniamo di vivere in un fazzoletto del territorio dove ci sono una serie di aziende non monitorate - spiega Roberto Cenci, rappresentante di Mal'Aria-  nell’abitato di Castelferretti, ad esempio, non c’è neppure una centralina di rilevamento». Le richieste saranno portate all’attenzione del Prefetto Antonio d’Acunto entro la fine del mese, mentre per la metà di gennaio le associazioni aspettano le risposte alle rispettive questioni. «Ognuno di noi ha avuto il morto in casa- conclude Tiziano Romagnoli, residente di Castelferretti- non vogliamo far chiudere le aziende, vogliamo che sia analizzata l’area e che le ditte si adeguino»

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