Puzza di idrocarburi nell'aria, decine di chiamate a carabinieri e municipale

Le centraline Arpam hanno evidenziato un picco di emissioni di idrocarburi nella notte contestata. Numero verde preso d'assalto, risponde un call center di Teramo

"foto di repertorio)

Residenti dai carabinieri. Polizia Municipale negli appartamenti. Due notti agitate a Falconara per le segnalazioni dei cittadini di aria irrespirabile, intrisa di idrocarburi. È successo nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 gennaio e si è ripetuto tra sabato 6 e domenica 7. Segnalazioni che hanno riguardato per lo più la parte collinare del territorio: Falconara Alta e Palombina Vecchia. Alcuni cittadini si sono recati personalmente alla Tenenza dei Carabinieri. Altri hanno ricevuto, nella notte, la visita degli agenti della Polizia Municipale per raccogliere la segnalazione.  La rete regionale di monitoraggio dell'Arpam ha rilevato un picco dalla centralina di Falconara Alta di idrocarburi non metanici (Nmhc) proprio nella notte tra giovedì e venerdì: 258 µg/m³ in una giornata pressoché costantemente sopra il valore soglia di 200 µg/m³ che, per legge, viene considerato nocivo solo se in presenza di alte emissioni di ozono (basse al momento della rilevazione, ndr). Alla stessa ora, sempre per quanto riguarda gli idrocarburi, la centralina di Villanova segnava 218 µg/m³. Gli altri valori monitorati dalle centraline: come benzene, biossido di zolfo, biossido di azoto, pm10 sono tutti nei limiti e senza picchi di rilievo. 

Molti hanno alzato il telefono e chiamato il numero verde 800.122.212 per le emergenze ambientali che recentemente l'amministrazione comunale ha affidato a un call center esterno. «E qui – critica l'associazione ambientalista Ondaverde - chi risponde è un operatore di un call center, di Teramo, il quale sembra che abbia la disposizione di attendere almeno 5 chiamate di segnalazione prima di attivarsi verso Enti di controllo o Amministrazioni nelle Marche, a Falconara Marittima, a 150km da lui. In pratica siamo sottoposti al calcolo aritmetico e alla discrezionalità di una persona che probabilmente non ha mai sentito un'esalazione persistente di zolfo, né di benzene, né di idrocarburi, né di ammoniaca, né di idrogeno solforato, né di solventi, né la miscela nauseabonda di alcuni di essi e, quindi, non sa che disagio fisico e psicologico determini. L'addetto al call center non sa che le industrie insalubri sono a ridosso delle abitazioni dei falconaresi e non conosce la densità abitativa delle zone verso cui si sono diffuse le esalazioni. Questo è il risultato di come il Comune ha semplificato il complesso problema della conoscenza di ciò che accade alla salute e alla qualità della vita di 27.000 cittadini».

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