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da sinistra: l'ad Cogliati, Cristiana Colli, il sindaco Brandoni e Brachetti Peretti

da sinistra: l'ad Cogliati, Cristiana Colli, il sindaco Brandoni e Brachetti Peretti

Falconara, il Cavallo dell'Api torna sullo skyline della città

Realizzato a fine ani '60 su input del fondatore Nando Peretti, è stato riacceso oggi il cavallo simobolo della Raffineria Api. Rappresentava la sfida al Cane a sei zampe di Eni e alla Tigre di Esso

Il grande Cavallo Nero della Raffineria Api torna a illuminare lo skyline di Falconara. Mancava da due anni, tolto insieme al vecchio traliccio pericolante quasi in concomitanza con la crisi e il fermo della raffinazione. Alto 10 metri, largo 2,5 e montato su un moderno palo di 30 metri, la novità rispetto al passato è che il cavallo sarà visibile e illuminato con led da entrambi i lati nord e sud. Nella vecchia versione era illuminata solo per chi proveniva da Senigallia. Ora, salvo una parte di criniera che non è stato possibile illuminare perché l'impianto ne avrebbe compromesso l'estetica ("così ci hanno detto i tecnici" spiegano dall'azienda), la sagoma è visibile anche dalla parte opposta. Il contenuto simbolico, il valore del brand per l’azienda, per chi vi lavora e per il territorio è stato brevemente illustrato da Cristiana Colli specialista di design, brand e architettura. A fare gli onori di casa il presidente di Api Anonima Petroli Italiana Ugo Brachetti Peretti, l'amministratore delegato di api raffineria Giancarlo Cogliati e il sindaco di Falconara Goffredo Brandoni. 

Il Cavallo è presente sulla costa adriatica fino dalla fine degli anni '60. Nando Peretti, fondatore dell'industria, deciso a seguire i colossi del mercato petrolifero, lo volle per avere un simbolo distintivo ben riconoscibile al marchio dell’azienda e di sfidare il Cane a sei Zampe di Eni e la Tigre di Esso. Fede indire un concorso a livello nazionale. Dalla penna di una giovane ventenne dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, premiata con 1 milione di lire (quando lo stipendio medio di un operaio era di circa 85mila lire) nacque il Cavallo Nero dell’Api a simboleggiare "potenza e libertà". 

“Vivere un territorio – ha detto Ugo Brachetti Peretti - significa farne parte attivamente con il lavoro e la propria identità. Inoltre, restaurare e rinnovare il Cavallo evidenzia la conferma tangibile della volontà dell’azienda, nonostante le persistenti difficoltà economiche, di restare sul territorio e continuare a correre”. 

"Falconara è l'Api - ha detto Brandoni - e oggi il ritorno del Cavallo è il ritorno di un simbolo che identifica la città. Ricordo che due anni fa, quando si è spenta la torcia, avevo detto che si era spenta una luce nel nostro Comune. Poi è tornata e Api ha fatto tanto per mantenere i posti di lavoro nonostante la crisi. E' l'azienda più grande del nostro territorio e come sindaco ho sempre cercato di riallacciare un dialogo che si era perduto nel tempo. Dialogo che non significa complicità ma collaborazione, nei rispettivi interessi, a risolvere le problematiche comuni". 

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