Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Falconara, idrocarburi e metalli all'area Antonelli e all'ex Liquigas

Benzine, solventi, manganese. Ma anche arsenico, cobalto, piombo, rame, zinco nei terreni delle ex aree industriali dismesse. Alla Commissione Ambiente, il punto sulle analisi dell'Arpam per avviare le bonifiche

Volontari durante un'esercitazione anti inquinamento

Ancora idrocarburi e altri inquinanti nei terreni di Falconara. Quanto e come intervenire saranno oggetto di uno studio di approfondimento ma intanto la spia rossa dell'allarme contaminanti si è accesa sull'ex area Antonelli, un tempo area di stoccaggio per benzina e gasolio e oggi di proprietà comunale utilizzato in parte come magazzino dell'Ufficio Tecnico del Comune e in parte come area pubblica. Proprio là, i sondaggi dei mesi scorsi da parte dell'Arpam hanno evidenziato «superamenti dei valori di una serie di contaminanti e per questo, a scopo precauzionale, è stata chiesta interdizione dell'area verde» ha spiegato l'assessore all'Ambiente, Matteo Astolfi, durante la seduta della Commissione IV per fare il punto sulla caratterizzazione del Sin, l'area di 108 ettari nella parte nord della città, dichiarata nel 2003 Sito d'Interesse Nazionale e inserita in un programma ministeriale di bonifiche.

L'Arpam ha chiesto un approfondimento della ricerca anche perché le aree inquinate fuoriescono dal perimetro pubblico dell'area. Stando alle mappature gli idrocarburi andrebbero a invadere i terreni sottostanti i binari ferroviari e per questo sono stati chiesti dati anche a Rfi. L'iter si concluderà con una relazione di analisi dei rischi, documento dal quale si stabilirà poi che tipo di intervento di bonifica eseguire. Il Comune ha già chiesto ad Arpam di utilizzare i parametri più restrittivi. Oltre agli idrocarburi sono state riscontrate le presenze di tetracloroetilene e di manganese. Arpam, sempre nell'ambito della caratterizzazione del Sin, ha inoltre effettuato due carotaggi fuori Sin. Uno in zona ex Liquigas (via Castellaraccia) dove sono stati riscontrati valori fuorilegge di arsenico, cobalto, piombo, rame, zinco e altri idrocarburi ad appena un metro di profondità. L'altro in zona Poiole nel quale è stato rilevato vanadio.

Veleni che continuano ad affiorare ogni volta che si fa un buco a terra. Un'eredità delle aree industriali dismesse che costellavano il nord della città fino al confine con Montemarciano in epoche in cui la salvaguardia dell'ambiente non era minimamente considerata. Giusto a fine novembre, un'altra ispezione ordinata dal Comune, mise in evidenza alte concentrazioni di alluminio, ferro, stagno e idrocarburi all'interno dell'ex caserma Saracini. Senza dimenticare tutta l'area ex Montedison, la cui bonifica è già inserita tra i primi passi del progetto di recupero privato che interessa sia l'ex sito industriale che i terreni a monte della statale Adriatica.

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