Falconara e Camerata, fronte comune contro il centro migranti alle Saline

Ancora è un ipotesi ma i cittadini scenderanno in strada martedì 3 maggio per esprimere il loro dissenso. Il sindaco Brandoni ha promesso di esserci

Un'area agricola sulla quale è stato allestito il cantiere per la realizzazione di un tratto della terza corsia dell'A14. Doveva essere smantellato oltre un anno fa. È invece al centro di un braccio di ferro tra la Prefettura di Ancona, che su indicazione del Ministero dell'Interno ha effettuato una ricognizione per individuare aree per fronteggiare l'emergenza migranti, e i cittadini di due Comuni: Camerata Picena e Falconara. L'area è nel territorio comunale del primo. Ma a meno di tre chilometri dall'abitato di Castelferretti. Questione spinosa e che contrari – seppur per ragioni diverse – tutte le varie forze politiche in campo. Tra chi teme problemi di ordine pubblico e sicurezza e chi invece è favorevole all'accoglienza ma giudica il sito un lager.

Tanto che per martedì 3 maggio è stato organizzato un sit in spontaneo nell'incrocio tra via Marconi e via delle Saline (a Castelferretti). Il sindaco Goffredo Brandoni, che nei giorni scorsi ha ricevuto un gruppo di cittadini di Camerata, Falconara ma anche Ancona (i cui confini comunali arrivano da quelle parti), ha promesso di partecipare "sempre che la stessa sia pacifica e resti nei confini democratici" si legge in una nota. Le preoccupazioni dei cittadini? Sicurezza, ordine pubblico, ma anche il futuro dell’area: quando sarà smantellata? Chi smantellerà l’area? Chi se ne accollerà l’onere finanziario? Tornerà mai ad essere un’area agricola come previsto nel Piano Regolatore Generale di Camerata Picena? A fronte di una capienza attuale inferiore alle 200 persone (ovvero il numero degli operai alloggiati col cantiere a pieno regime) quanti migranti ospiterà? Interrogativi che non hanno, al momento, risposta. L'area, che il Prg di Camerata fissa come agricola, era stata individuata con un Decreto di Pubblica Utilità del Ministero delle Infrastrutture per ospitare temporaneamente i container degli operai impegnati nella realizzazione della terza corsia sull’A14. Al termine dei lavori la Ghella, la ditta privata impegnata nei lavori, avrebbe dovuto ripristinare le condizioni iniziali. Cosa che ha subito forti ritardi e che ora, se venisse confermato il sito per migranti, potrebbe slittare all'infinito consentendo di conseguenza alla stessa Ghella di rinviare la spesa per smontare il cantiere.

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Il Pd falconarese con Andrea Rossi, pur esprimendo contrarietà all'ipotesi «perché non lo ritengo idoeno dal punto di vista igienico sanitario», spiega, critica Brandoni per l'incontro a porte chiuse con i cittadini. «Grave – ribatte il dem – che il sindaco non abbia informato le opposizioni visto che erano presenti membri della maggioranza. Se è vero che le norme ci obligano a dare assistenza e ospitalità a questi disperati sta però alla politica tutta, non solo a chi ora governa, creare le condizione per una gestione adeguata della vicenda che tenga conto delle legittime esigenze dei residenti ma che possa essere fedinibile come una vera accoglienza e non un'indegna ghettizzazione». Sempre in tema di sicurezza le civiche di maggioranza saranno lunedì 2 maggio in piazza Mazzini per raccogliere le firme per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare sulla legittima difesa. «Vogliamo supportare e sponsorizzare questa proposta di legge che tutela maggiormente gli italiani e la proprietà privata – spiega la presidente del consiglio comunale Yasmin Al Diry - Una proposta di legge popolare per punire più severamente la violazione del domicilio col raddoppio delle pene e per dare la possibilità di difesa legittima senza incorrere nell’eccesso colposo. Condividiamo tale iniziativa soprattutto alla luce dei numerosi fatti di cronaca che hanno visto cittadini onesti accusati e condannati solo per aver difeso la propria abitazione e i propri cari da malviventi che troppo spesso rimangono impuniti. Con tale proposta chi si introdurrà nei privati domicili saprà, dunque, di pagare più severamente e di non potersi trasformare da aggressore in vittima chiedendo il risarcimento dei danni. Ci tengo a sottolineare che, a nostro avviso, l’ampliamento legislativo della tutela non é volta ad alimentare la cultura dello "sceriffo fai da te" ma vuole invece costituire un più forte deterrente verso i criminali».

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