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Il tratto di Esino nero per lo sversamento di Maiolati

Il tratto di Esino nero per lo sversamento di Maiolati

Bimbo di 6 anni in ospedale dopo il bagno, il padre: «Il Comune non ha vietato la balneazione»

Sversamento di domenica, divieto di lunedì. Il Comune nel mirino di un anconetano che era con i figli a Rocca Mare. Il vicesindaco Signorini: «Ci siamo attivati appena avuto notizia»

Un bambino di 6 anni ricoverato al Salesi con un'infezione all'addome. Dopo un'intera giornata, quella di ieri (lunedì  22 agosto) in preda ad attacchi di vomito. Con il terribile sospetto che il tutto sia dovuto a un bagno effettuato a Rocca Mare il giorno prima. Dopo lo sversamento di liquami nel fiume Esino – che sfocia poco distante dalla località falconarese – ma prima che il Comune emettesse l'ordinanza di divieto di balneazione. Il papà, un anconetano di 40 anni, minaccia battaglia. «Sono stato io ad avvisare il Comune – racconta – ed è dopo la mia segnalazione che è stata fatta l'ordinanza. Ho passato la domenica a Rocca Mare con i miei figli. L'acqua era un po' scura ma sulle prime ho pensato fosse dovuto alla mareggiata. Il più grande ha ingerito accidentalemente acqua di mare. Il giorno dopo si è svegliato e ha iniziato a vomitare. Così l'ho portato al Salesi».  Il genitore racconta di aver letto la notizia dello sversamento di Maiolati la sera su internet. «Non gli ho dato peso – dice – perché al mare non c'era nessun divieto. Quando poi mio figlio ha iniziato a stare male ho ricollegato i due fatti». Difficile mettere in correlazione i due eventi ma il sospetto rimane.

E l'interrogativo è d'obbligo. Come mai Falconara ha piantato i divieti di balneazione solo il giorno successivo? «Siamo stati informati solo il giorno successivo - spiega la vicesindaco Stefania Signorini che, assente il sindaco fuori per ferie, ricopre il ruolo di prima cittadina - a quel punto mi sono raccordata con l'assessore all'Ambiente Astolfi. I nostri uffici hanno contattato l'Arpam che ha confermato quanto era avvenuto e detto che avrebbero fatto campionamenti per analisi di natura chimica e batteriologica. A quel punto abbiamo emesso l'ordinanza». Giovedì, verosimilmente, l'esito delle analisi sulle acque. Dunque, nessuno degli intervenuti a Maiolati (Forestale e Arpam) ha lanciato l'allarme. Ad avvisare gli uffici è stato, via pec, alle 13.25, lo stesso genitore del bimbetto malato. Piccino che intanto è stato ricoverato al Salesi. Mandato a casa lunedì con qualche linea di febbre, oggi ha avuto una ricaduta. I medici dell'Ospedaletto gli hanno riscontrato un'infezione. Lo stanno curando con antibiotici e lo tengono monitorato. «Ora devo pensare alla salute di mio figlio – conclude l'anconetano – ed è un bene che ci sia il divieto, almeno tutti sanno. Ma appena possibile andrò dai carabinieri a esporre i fatti. Vedranno loro se ci sono estremi pensali ma auspico una presa di posizione contro contro chi doveva avvertire e non lo ha fatto». 

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