Falconara Basket: “Puntiamo alla serie A ma Badiali non si tocca”

Parla Andrea Reggiani, presidente coach della Sandretto Falconara Basket. Tra l'investimento sul PalaBadiali, il finale di campionato per conquistare la serie B e le difficoltà di fare sport nella "Città della Pallavolo"

“Cambiare nome al PalaBadiali? Non ci abbiamo mai pensato e anzi vogliamo dare maggiore risalto a una figura storica per lo sport nazionale”.  Parola di Andrea Reggiani, presidente e coach della Sandretto Falconara Basket, la società di pallacanestro falconarese impegnata in un ambizioso progetto di scalata dei campionati. Una risposta a quanti temevano che con l'arrivo della pallacanestro al massimo palasport cittadino (più un investimento sulla struttura da circa 100mila euro) lo sponsor Sandretto imponesse un nuovo nome all'impianto come avviene in altre realtà sportive. Niente di tutto ciò e massima concentrazione sull'obiettivo ambizioso della società: conquistare la seria A.  “La massima seria - dice Reggiani - è nei nostri progetti e se volessimo un PalaSandretto, realizzeremo una nuova struttura. La nostra casa, ora, è il PalaBadiali. Certo anche il Comune deve esserne convinto”.

In che senso?

Il PalaBadiali ha grandi problemi. Ci sono locali in cui piove dal soffitto. Altri che sono inutilizzati. Altri ancora, penso all’ambulatorio, che sono necessari. Più si sale, più ci deve essere un impegno da ambo le parti. Il Comune va un po’ a rilento e spesso appare titubante. Andando avanti con le categorie avremo bisogno anche di rimettere a posto la sala pesi, di uno spogliatoio personale, di una macchina del ghiaccio.

Come vi muoverete con la gestione?

Anzitutto va precisato che non si tratta di gestione ma di un appalto di servizio. La gestione degli orari rimane in capo al Comune. A noi spetta la pulizia, la custodia, la sorveglianza. Poi c’è l’investimento sul rivestimento. Doteremo il Badiali di parquet al posto del taraflex.

C’è chi teme un monopolio della vostra società e poco spazio per gli altri sport.

Il nostro arrivo ha spiazzato un po’ tutti ma, ripeto: la gestione degli orari resta in mano al Comune. Noi ci alleniamo dal martedì al sabato in fascia oraria mattutina. Le altre società hanno il loro spazio. Non abbiamo mai detto “fuori tutti”. Sono paure infondate, insomma. Anche se…

Anche se?

Con atletica e ginnastica non ci sono problemi. Con pallamano e calcio a 5 il discorso è diverso. A ogni partita dobbiamo posizionare i canestri per poi toglierli. Volendo fare un discorso egoistico, per noi sarebbe più facile convivere con la pallavolo. La decisione comunque spetta al Comune. Va anche detto che il calcio a 5 ha tanti spettatori e difficilmente potrebbe trovare un’altra sistemazione.

Si è detto che inizialmente lo sponsor puntasse su Ancona. Falconara è un ripiego?

Sandretto punta su Falconara se Falconara ci sta. Il progetto va avanti se è condiviso. Questo è evidente.

È difficile fare basket in una città che ha una grande tradizione legata alla pallavolo?

Ovvio che Falconara sia culturalmente con il volley ma anche la pallacanestro, negli ultimi anni, è cresciuta tantissimo. Tre anni fa avevamo 20 bambini al minibasket, oggi ne abbiamo 70. Il settore giovanile sta crescendo ma abbiamo problemi con le palestre per gli allenamenti.

Problemi di che tipo?

Ci alleniamo alla palestra della scuola Ferraris ma la pallavolo copre gran parte dell’orario. C’è un po’ di ostruzionismo da parte delle altre società, un po’ di gelosie. Penso che lo sport giovanile debba andare avanti. A prescindere dalla disciplina che scelgono i ragazzi. L’importante è che facciano sport.

Parliamo di sport giocato. Sandretto Falconara al secondo posto. Mancano 5 gare al termine e i playoff sembrano a portata di mano.

Ora abbiamo tutti scontri diretti. Con Osimo, domenica, poi Matelica e Pesaro. Infine Tolentino e Pescara, squadre sempre ostiche. Si vedrà. Se arriviamo secondi ci toccano i playoff con le squadre del Veneto, con il terzo le squadre del Sud.

Meglio secondi o terzi?

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La Puglia è molto forte. Soprattutto San Severo. Ad ogni modo, andiamo avanti. Vogliamo arrivare fino in fondo e conquistare la serie B. 

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