Alloggio tolto dopo l'inagibilità, il Tar dà ragione al Comune

I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso di un albanese di 54 anni a cui il Comune aveva tolto l'alloggio di emergenza perché inagibile. Un espediente, secondo la difesa, per sfrattarlo

Il Tar delle Marche ha respinto il ricorso dell'albanese di 54 anni che nei mesi scorsi si era accampato in una barca sulla spiaggia di Villanova dopo che il Comune lo aveva allontanato, insieme alla sua famiglia, da un alloggio di emergenza. Abitazione che lo stesso Ente aveva dichiarato inagibile per problemi sanitari, strutturali e di impiantistica. Secondo la difesa dell'uomo l'ordinanza del sindaco era da annullare perché finalizzata ad aggirare i tempi della causa civile – in corso per altro – di sfratto e arrivare il prima possibile al recupero dell'immobile. Inoltre la situazione strutturale e impiantistica non era tale da provocare rischio per l'incolumità dei residenti.

Secondo i giudici amministrativa, invece, il Comune si è mosso in modo legittimo. "Il sindaco – si legge nelle motivazioni – è indiscutibilmente titolare del potere di disporre lo sgombero coattivo di edifici che minaccino la rovina e ciò a salvaguardia sia di coloro che abitano in quegli edifici sia della pubblica incolumità". Il Tar ha anche riconosciuto che l'appartamento versava in pessime condizioni e stabilito che non è necessaria né una ristrutturazione immediata, né riassegnare l'alloggio al nucleo familiare allontanato. L'uomo ha da tempo lasciato la barca in cui si era rifugiato. Con la famiglia – moglie e due figlie di cui una disabile alloggiate in una comunità nel Pesarese - si è allontanato da Falconara facendo perdere le sue tracce.

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