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Il trattorino utilizzato per liberare l'accesso

Il trattorino utilizzato per liberare l'accesso

Emergenza neve, al 118 costretti al fai-da-te per liberare l’accesso alla strada

Un trattorino e tanta buona volontà per consentire l'entrata e l'uscita delle ambulanze dalla base di Fabriano. Ricoveri in eccesso per l'Inrca: pazienti fatti attendere sulle ambulanze ferme nel piazzale

Una ventina di metri tra il cancello e la strada. In area privata. Il che significa che lo spazzaneve pulisce la provinciale ma per garantire l’entrata e l’uscita dei mezzi di emergenza dalla base 118 di Fabriano occorre dotarsi di buona volontà. Come nel corso della notte appena passata quando gli operatori, muniti di un trattorino spazzaneve grande come un tosaerba, hanno smaltito il grosso della neve che si era accumulata. Catene e un po’ di insistenza giocando con la frizione hanno permesso l’uscita delle ambulanze. Ma hanno rallentato i soccorsi. Per fortuna non ce ne sono stati di gravi, quando la tempistica, un secondo in più o in meno, decide le sorti del paziente. I disagi non mancano, tuttavia. Ieri mattina (lunedì 16) la neve ha colto impreparati e molte ambulanze non avevano le catene già montate. Raggiungere le frazioni e i comuni dell’Appennino non è stata impresa da poco. A questo si aggiunge l’indisponibilità al volo delle eliambulanze a causa delle condizioni meteo proibitive. 

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E così, all’ondata di ricoveri e accessi al pronto soccorso che si sono registrati nei giorni scorsi, si aggiungono anche le problematiche legate all’emergenza neve. I disagi maggiori, dal punto di vista del sovraffollamento al pronto soccorso, si sono vissuti a Osimo, Jesi e  Ancona. A pesare, oltre al picco influenzale, anche la chiusura, lo scorso dicembre, dei pronto soccorso di Loreto e Chiaravalle. I pazienti sono stati dirottati, a seconda dei casi, negli ospedali di Torrette, Inrca, Osimo e Jesi. Ieri all’Inrca, la mancanza di lettighe per far accomodare i pazienti, ha imposto a quattro ambulanze che avevano effettuato il trasporto di aspettare nel piazzale del geriatrico con la persona da visitare a bordo. Tempi di attesa per oltre un’ora e mezzo. Venerdì scorso, sempre il geriatrico, non potendo più sostenere accessi, ha inviato 5 pazienti anziani a Torrette. Una situazione insostenibile, secondo medici e infermieri.

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