Città creative: Fabriano nel network dell'Unesco

Il riconoscimento viene assegnato a quelle città che hanno riconosciuto la creatività come motore per lo sviluppo sostenibile e fonte di crescita del paesaggio urbano e della vita quotidiana dei cittadini

Fabriano, piazza del Comune

“L'ingresso di Fabriano nel network delle Città creative dell'Unesco è motivo di orgoglio per tutto il territorio provinciale e regionale, ma rappresenta soprattutto un importante riconoscimento all'impegno profuso dal tessuto economico e sociale e dalle amministrazioni pubbliche per imprimere un cambio di rotta alle strategie di sviluppo e potenziare le azioni e gli investimenti a favore di un'economia sempre più legata alla conoscenza”.

Così il commissario della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande, sulla designazione di Fabriano all'interno del network delle Città creative dell'Unesco. Il riconoscimento viene assegnato annualmente dall'agenzia Onu a quelle città che hanno riconosciuto la creatività come motore per lo sviluppo sostenibile e fonte di crescita del paesaggio urbano e della vita quotidiana dei cittadini. A far pendere il giudizio favorevole sul centro marchigiano è stata la sua secolare tradizione artigiana e, in particolare, quella relativa alla lavorazione della carta. Contestualmente a Fabriano, sono state scelte le città di Brazzaville (Repubblica del Congo), Zahlé (Libano) e Cracovia (Polonia). Salgono così a 38 in tutto il mondo le città annoverate al network.

“Di fronte al costante aggravarsi della situazione economico-finanziaria - continua il commissario - la scelta di investire sulla creatività quale valore aggiunto della produzione di beni e servizi ha rappresentato una risposta attiva alla crisi, che non si è limitata solo a difendere l'esistente, ma ha accelerato su nuove leve di crescita come la cultura, l'ambiente e l'artigianato di qualità per ridefinire le linee guida del modello di sviluppo locale. Auspico che l'impegno assunto ora da Fabriano come membro del Città creative nella promozione dell'integrazione tra attività produttive e cultura possa costituire un prezioso stimolo al diffondersi di pratiche analoghe in tutto il territorio”.

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