Ora parla la proprietà: «Il Comune paghi, vogliamo riaprire l’ex Busco»

La famiglia proprietaria dell’immobile aspetta il risarcimento dal Comune e conferma l'intenzione di riportare il gioiello del fitness ai vecchi fasti

L'esterno del centro "Extasy"

L’ex Busco riaprirà, parola della famiglia proprietaria della struttura che un tempo ospitava il centro sportivo “Extasy” oggi in preda al massimo degrado. Quando non è dato sapere, i progetti ci sono, la stima dei costi anche: 4 milioni di euro solo per la parte strutturale. Mancano i soldi, quelli che Roberto Busco ha chiesto al Comune come risarcimento danni dopo l’ordinanza di chiusura del lontano 2012. L’amministrazione intimò lo stop dell’attività commerciale-ricreativa per la presunta mancanza di requisiti relativi all’edilizia e alla sicurezza: «Abbiamo avuto ragione in tutte le sedi civili e penali- ricorda Emanuele Busco, figlio di Roberto che parla a nome dell’intera famiglia- abbiamo iniziato una causa per danni nei confronti del Comune che ammonta a quasi 11 milioni di euro, ma non c’è ancora stata neppure la prima udienza». La famiglia Busco, da sempre intenzionata a riaprire il megastore di via Scataglini, ha chiesto diversi incontri con l’amministrazione: «Non siamo ancora riusciti ad incontrare il sindaco, due anni fa avevamo chiesto un incontro alla sua segreteria ma nulla». La questione “ex Busco” approderà comunque in Comune oggi: sarà sollevata nel Consiglio di questa mattina con un’interrogazione del consigliere Daniele Berardinelli (Forza Italia). 

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L'ex centro sportivo e il tempio di Satana, un giro tra il degrado e il Male – VIDEO

L’edificio che fino al 2012 era un gioiello del fitness, il più grande del capoluogo, oggi è uno stabile fatiscente, in preda ai vandali e probabilmente anche di satanisti. La palestra al piano superiore contiene attrezzi ginnici praticamente nuovi, motivo per cui gli accessi erano stati sbarrati prima che qualcuno si facesse largo aprendo varchi nei muri di cartongesso. «L’intenzione è quella di rimettere in piedi le attività che c’erano prima, cioè quelle di un centro commerciale abbinato a un centro ricreativo e vorremmo non aspettare il risarcimento del Comune. Proprio per questo non possiamo fare previsioni sui tempi e a livello economico ora non c’è possibilità di farlo con le nostre sole forze. L’Agenzia delle Entrate valutò quel centro 18 milioni di euro, ora vale zero ma per l’assurdità del nostro sistema fiscale ci troviamo a pagare l’IMU e anche un reddito presunto». Per rivedere il centro ai vecchi fasti, dicono però i Busco, è solo questione di tempo: «Non sarà l’anno prossimo, ma succederà- conclude Emanuele- certo, c’è anche paura perché l’amministrazione è la stessa, se un domani si svegliano e ci fanno chiudere di nuovo?  Anche allora avevamo tutte le autorizzazioni in regola ed è successo».  

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